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Processo ”Vento del nord”: diciotto condanne contro la cosca Bellocco

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di Claudio Cordova – La mano, durissima, del Gup di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, si abbatte sui presunti affiliati alla cosca Bellocco di Rosarno, giudicati, con la formula del rito abbreviato, nell’ambito del procedimento “Vento del nord”.

Il Gup si è concessa diverse ore prima di pronunciare la sentenza, condannando tutti i 18 imputati alla sbarra: 14 anni di reclusione sono stati inflitti a Carmelo Bellocco; 10 a Domenico Bellocco cl. 77; 10 anni e 4 mesi a Domenico Bellocco cl. 80; 8 anni e 4 mesi di reclusione a Maria Teresa D’Agostino; 8 anni di reclusione ciascuno per Umberto Bellocco e Rocco Gaetano Gallo; 8 anni e 8 mesi ad Antonino Scordino; 4 anni di reclusione ciascuno per Elisabetta Maiolo, Giuseppe Spasaro, Luigi Amante, Angelo D’Agostino, Alfredo Romeo, Filippo Scordino; 3 anni a Maria Stella Zungri; 2 anni ad Annunziato Barrese; 16 mesi ciascuno ad Antonella Merenda, Maria Rosaria Larosa e Alessandro Mercuri. Per questi ultimi quattro la pena è sospesa.

 

I sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Beatrice Ronchi e Giovanni Musarò, che insieme al collega Roberto Di Palma hanno coordinato l’indagine, avevano chiesto al Gup Tommasina Cotroneo la condanna di tutti i soggetti al banco degli imputati. Oltre 120 anni di carcere per diciotto condanne complessive: 20 anni per Carmelo Bellocco, 14 anni per Domenico Bellocco (classe 1977), 12 anni e 8 mesi per Domenico Bellocco (classe 1980), 10 anni per Maria Teresa D’Agostino, 8 anni per Umberto Bellocco (classe 1991), Rocco Gaetano Gallo e Antonino Scordino, 4 anni e 10 mesi per Filippo Scordino, Luigi Amante, Giuseppe Spadaro e Angelo D’Agostino, Maria Stella Zungri, Alfredo Romeo ed Elisabetta Maiolo, 4 anni per Maria Rosaria La Rosa, Alessandro Mercuri e Antonella Mirenda.

 

L’operazione si svolse, nel gennaio scorso, in sinergia tra la Squadra Mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese, e la Squadra Mobile di Bologna, diretta da Fabio Bernardi. A Bologna, infatti, la consorteria mafiosa avrebbe esteso i propri tentacoli affaristici. Nell’indagine è finita dunque una delle consorterie storiche della ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, quella dei Bellocco. Secondo le ipotesi investigative, così come avvenuto a Gioia Tauro, allorquando la storica alleanza tra i Piromalli e i Molè si ruppe con l’omicidio del boss Rocco Molè, anche a Rosarno il sodalizio storico tra i Pesce e i Bellocco sarebbe in crisi.

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