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Consuelo Nava: "Contro ogni dichiarazione “salata” dell’Amministrazione della Città di Reggio Calabria"

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di Consuelo Nava*                        Anno solare/elettorale 2009 – 2010: “lo show deve continuare!” ed il popolo di “Divertiti: sei a Reggio!” deve sognare. Quando “il pubblico” accompagnatore (non era popolo?) stordito dalle danze e dalla musica di RTL si allontanerà dalla

dimensione“turistica” della sua città metropolitana si troverà come quell’altra Reggio di ogni giorno, che uguale a se stessa o anche peggio, quotidianamente si deve difendere da

diritti negati e visioni civili rimaneggiate.

Ci attende un periodo pieno di dichiarazioni elettorali, promesse dell’ultima ora, responsabilità scagliate contro la parte nemica perché mai assunte, gossip interni ed esterni, interpretazioni e delazioni, strategie e dietrologie e poi spettacoli, feste, sagre e “sentito dire”, tutto questo lasciando che tutti quanti piano piano si arrivi al prossimo appuntamento elettorale…quale e con chi sia poco importa, perché in Città già da un pò “non si governa”.

 

La Reggio di ogni giorno si trova nella schizofrenia di dover far chiudere l’acqua delle fontane delle piazze perché fa rumore e contemporaneamente di dover attendere ad un rubinetto secco “l’acqua che non c’è”, oppure doversi assicurare l’acqua potabile perché minerale, avendo poca cura per il proprio corpo perché quella che scorre mentre ci si fa la doccia è ancora più salata di prima.

I cittadini di questa Reggio di ogni giorno, si sono giovati solo per pochi mesi di un dissalatore amministrato dal suo primo amministratore in qualità di Commissario Speciale per l’Emergenza Idrica. Adesso siamo in attesa di avere la seconda linea dello stesso dissalatore, altro slogan elettorale (ma la prima linea funziona?) probabilmente dallo stesso amministratore: il suo sindaco/ commissario alle acque! L’Emergenza è ancora emergenza, i disagi continuano.

A Marzo 2009 in una nottata televisiva “poco divertente”, il dissalatore era già archeologia industriale per la città di Reggio Calabria, i soldi spesi dei cittadini investimenti falliti, tutti gli amministratori “dell’acqua che non c’è” responsabili indiscussi ed impreparati a rispondere.

Ancora oggi in via Reggio Campi ed in altri territori delle circoscrizioni a nord e sud della città l’acqua comincia ad essere non più un diritto ma un pegno elettorale non pagato. In quei piccoli municipi periferici “mai amministrati”, si fa “la guardia” ai rubinetti per raccogliere l’acqua, come nei paesi terzi, che però non si fregiano di sfondare tutti i sondaggi con la loro “buon’amministrazione”, né si fregiano di opere architettoniche da star dell’architettura in riva allo stretto mentre più in fondo alla stessa riva, uno stabilimento balneare comunale, pubblico (come poche cose ormai…), con il suo Lido (più grande del lidino!), resiste ancora naturalmente all’inerzia ed alla strategia dell’abbandono più insolita grazie a quella stessa gente che un atteggiamento da “presidio” lo popola, perché ne ricorda gli antichi usi, la gestione, il ballo , il mare, le cabine. Si tratta di quell’altra Reggio, che assiste ad uno spettacolo che può coinvolgerla ma mai “includerla”.

 

Ma adesso siamo ancora e già in campagna elettorale, per cui l’acqua salata risale dalle condotte cittadine fino in montagna, prende la via di Montalto e si ferma alla Diga del Menta.

E come mai si dovrebbe fare per rendere ragione ad un’evidenza che solo il pubblico dello spettacolo può negare, ma non quell’altra Reggio, si chiede all’Istituzione di livello superiore, la Regione Calabria, di dare risposte per un’acqua che mai c’è stata anche in un tempo in cui doveva funzionare un dissalatore molto costoso, oltre ogni altra condizione.

Nonstante la memoria stordita dal festival dei giochi d’artificio ed al Motorshow, riesco a recuperare nella storia non troppo distante il tempo in cui, dopo stop dovuti ad evidenti difficoltà di contesto sociale in quell’Aspromonte domato e trasformato da una diga, si aggiunse il primo segno del federalismo fiscale non solidale e strafottente del governo Berlusconi, con la scomparsa delle economie che avrebbero dovuto confluire per il completamento delle opere e con successivi impegni e sforzi del governo regionale, quello che ancora governa oggi, per cui il signor Prodi con una Calabria mai esclusa dal suo programma, rifinanziò lo scippo.

Poi i tempi degli appalti, quindi gli indotti ritardi da recuperare con l’attività della Sorical e la rideterminazione temporale recente delle opere da eseguire nel reggino: ammodernamento schemi idrici, pozzi e condotte da adduzione.

Queste ultime da mettere in opera con il contributo dell’Amministrazione nelle competenze della gestione e manutenzione delle reti e servizi della città, magari fosse avvenuto con il già fatto sulle buche lasciate dal passaggio del metano, alle vecchie reti, alle pavimentazioni storiche da non eliminare, agli asfalti da rifare con tutto ciò che sta sotto il suolo di Reggio Calabria…ma si sa il pubblico della città turistica guarda in su, mentre i cittadini dei piccoli municipi dovrebbero mai più e per nulla piegare la testa.

Ma quando un bisogno primario diviene un lusso per pochi ed un ostaggio per conflitti gestiti da  cattivi gestori e non dai cittadini quest’ultimi dovrebbero avere il coraggio di rompere le righe, lasciare lo spettacolo e mettersi a suonare.

 

Siamo in campagna per le elezioni Regionali, non si può negare e non si può non chiedere che gli impegni del governo regionale vengano rispettati, leggiamo che questo verrà con le opere già citate con l’aumento dell’erogazione del flusso d’acqua, nei tempi dei prossimi mesi e comunque entro il 2010. Di questo ci fidiamo e vorremo parlare ogni volta con gli interlocutori giusti e non di altro, mentre beviamo solo per gusto l’acqua minerale e ci laviamo con l’acqua dolce di montagna, senza spendere altri soldi dei cittadini per un’altra linea di dissalatore, ma se mai defiscalizzandoci autonomamente sulle quote da “non versare” per i tributi comunali di acqua di cui non usufruiamo ancora. All’Amministrazione Comunale diciamo che di altro non ci fidiamo più.

 

Con il PD cittadino vigileremo politicamente perché questo avvenga, sceglieremo i luoghi della verifica e renderemo conto anche ai Cittadini di ogni cosa, si farà nel tentativo di rendere più sentita e democratica ogni pretesa civile di soddisfazione del bisogno individuale e collettivo. Perché alcuna città metropolitana del consenso potrà esserci senza che sia già presente quella delle necessità garantite e che adesso non ci sono! E per questo non daremo alcuna cittadinanza onoraria, ma saremo onorati di recuperare la nostra appartenenza civile, che così con questa amministrazione non è compiuta.

Lo faremo al tempo giusto, anche con le prossime attenzioni che presteremo perché la città si riprenda dallo stordimento assunto in questi anni e dal programma di distrazione somministrato.

Se fuori da ogni premio internazionale e nazionale, sondaggi pubblici e pubblicati di un uomo solo, l’Amministrazione e la sua maggioranza hanno ben fatto, lo vedremo alla data del 30 giugno con il bilancio consuntivo  del 2008, sperando che questa volta non sia in ritardo e dia modo di essere valutato fuori da ogni rischio di dissesto finanziario del passato e per il futuro. Tra le righe leggeremo quindi gli investimenti fatti per le reti, per le opere manutentive, per il patrimonio edilizio comunale e la sicurezza degli immobili, la vera spesa sociale, il reinvestimento per favorire politiche per il lavoro che qualificano le professionalità e non gli addetti ed i simpatizzanti alle manifestazioni, le spese avute per programmare una politica di qualificazione di quella città anomala, denunciata da un’inchiesta su urbanistica e territorio, che così cresceva mentre in questi anni si amministrava.

Se ancora così fosse nel bilancio consuntivo 2008 e nella giustificazione di quello preventivo del 2009 emergerebbe tutto quello che si può fare oltre ogni pressione amministrativa da pretendere sugli altri Enti, pressione che se ci deve essere, per essere convincente, oltre che educata, deve potersi dire propria del sindaco e dell’amministrazione della sua città e non del prossimo sfidante alle elezioni regionali.

La richiesta di un atteggiamento né da slogan di campagna elettorale, né da annuncio di festa e concerto, né da tifoseria da stadio, né da primo della lista, ad oggi uesto non è mai avvenuto in perché l’Amministrazione di Reggio Calabria, mentre pensava a finanziare un programma per le feste, dimenticava quell’altra Reggio.

E se domani dovessimo avere un Sindaco come nuovo Presidente della Giunta Regionale o qualsiasi altra cosa ancora, ma una città nei debiti e con l’acqua salata, oltre all’archeologia industriale  rimarrebbe il ricordo di una festa andata male con le spese ancora da pagare.

 

 

* segretaria cittadina del PD

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