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Operazione “Chiosco grigio”: trafficanti di droga da generazioni

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di Claudio Cordova – “Le famiglie della fascia jonica calabrese sono le migliori nel traffico degli stupefacenti”. Se lo dice il magistrato Nicola Gratteri, massimo esperto in materia, allora c’è davvero da crederci.

Tra l’altro l’operazione “Chiosco Grigio”, messa in atto dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catanzaro,  è anche l’esordio da procuratore aggiunto per il pubblico ministero calabrese che ha coordinato l’inchiesta per conto della Dda di Reggio Calabria: Gratteri, infatti, è il coordinatore delle indagini relative alla costa jonica calabrese.

28 ordinanze di custodia cautelare, 100 chilogrammi di cocaina sequestrata e altri 156 di hashish: questi i numeri dell’operazione che ha messo fine a un grosso traffico di stupefacenti controllato dalle cosche di Careri. Un traffico di respiro internazionale: l’organizzazione contrattava la cocaina in Colombia, trasportandola poi in Europa, in Spagna soprattutto; gli stupefacenti venivano camuffati tra i carichi di legname e di succhi di frutta. In Italia, invece, l’organizzazione godeva di fitte ramificazioni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania: “Il trasporto diretto in Italia – spiega Gratteri – è più rischioso, soprattutto per l’ingente quantità di droga trattata. L’organizzazione – aggiunge Gratteri – arrivava a trattare fino a 60 chilogrammi al mese e, comunque, nessuna operazione aveva una portata inferiore ai 10 kg”. La cocaina, pura al 98%, veniva acquistata in Colombia a 1.200 euro al kg e, una volta giunta in Europa, veniva tagliata: in tal modo da un kg di cocaina pura si poteva ricavare fino a quattro kg e mezzo.

L’inchiesta “Chiosco grigio” è un’indagine protrattasi nell’arco di due anni, che si è basata, soprattutto, sull’utilizzo delle intercettazioni telefoniche: “Non ci sono collaboratori di giustizia – spiega Gratteri – per questo ci siamo specializzati nell’utilizzo delle intercettazioni telefoniche. In questo caso – aggiunge – il compito è stato ancora più difficile perché i soggetti interessati comunicavano tramite telefonate brevissime, anche di quindici secondi, senza chiamarsi per nome, e, addirittura, camuffando le voci. Alla fine delle conversazioni, spesso gli indagati cambiavano persino telefono, per cui si doveva ricominciare il lavoro da capo”.

L’operazione “Chiosco grigio” prende il nome dal luogo in cui, abitualmente, alcuni degli indagati si davano appuntamento per discutere di affari: il luogo era Alessandria e il colore grigio ha origine dai colori sociali della squadra di calcio del luogo.Il colonnello Castrignanò, del G.I.C.O. di Catanzaro, spiega come “alcuni soggetti operino nel settore da generazioni”.  Tra gli arrestati, infatti, figura anche il figlio del boss Ernesto Mazzaferro; alcuni dei soggetti arrestati a Roma, peraltro, sono ritenuti vicini alla Banda della Magliana. I promotori dell’associazione, secondo gli inquirenti, sono Luigi Barbaro, Domenico Trimboli e Rocco Giuseppe Callipari. Tra i 28 per i quali il Gip Leonardo ha disposto la custodia cautelare in carcere, sette si sono resi irreperibili. Si tratta di Carmelo Barresi, Luigi Barbaro, Paolo Capineri, Mirko Miodrag, Luciano Pasqua, Vincenzo Pipicella e Domenico Trimboli.

Ecco l’elenco completo dei soggetti per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere:

1) Amante Pietro 60 anni, nato a Messina e domiciliato in provincia di Milano
2) Amoruso Gianpietro 59 anni, nato e domiciliato a Roma
3) Anzil Valter 42 anni, nato e domiciliato a Torino
4) Barresi Carmelo 47 anni, nato ad Aidone (Enna)
5) Barbaro Luigi, alias “Gino”, 49 anni, nato a Gerace (RC)
6) Bueti Salvatore 53 anni, nato e domiciliato a Scilla (RC)
7) Callipari Rocco Giuseppe 44 anni, nato a Careri e già detenuto
8) Capineri Paolo 37 anni, nato ad Aulla (MS) e domiciliato in provincia di Massa Carrara
9) Conti Marco 42 anni, nato e domiciliato a Milano
10) Cortellessa Franco 37 anni, nato e domiciliato a Roma
11) Cubaniti Ani 31 anni, nata in Romania e residente ad Alessandria
12) D’Angelo Carmelo 49 anni, nato a Milano e domiciliato in provincia di Salerno
13) Di Fazio Giovanni 39 anni, nato e domiciliato a Torino
14) Ferrò Bruno 32 anni, nato e domiciliato a Natile di Careri (RC)
15) Gaviano Alberto 45 anni, nato e domiciliato a Roma
16) Masera Roberto Bernardo 49 anni, nato a Vigevano (PV) e già detenuto
17) Mazzaferro Luca 31 anni, nato a Locri (RC) e domiciliato a Marina di Gioiosa Jonica (RC)
18) Miodrag Mirko, alias “Kerenc Milan”, 50 anni
19) Miserocchi Gianluca 37 anni, nato e domiciliato a Roma
20) Pasqua Luciano 47 anni, nato e domiciliato a Torino
21) Pipicella Vincenzo 49 anni, nato e domiciliato a Careri (RC)
22) Picerna Giancarlo 38 anni, nato a Caserta e domiciliato a Torino
23) Schenone Massimo 46 anni, nato a Genova e domiciliato in provincia di Alessandria
24) Sedda Gianfranco, detto “Lumumba”, 66 anni nato a Cagliari e già detenuto
25) Sgura Carmelo 62 anni, nato a Ostuni (BR)
26) Suraci Maurizio, detto “il Tazzo”, 49 anni, nato a Reggio Calabria e domiciliato a Milano
27) Trimboli Domenico, detto “Pasquale”, 54 anni, nato a Buenos Aires (Argentina)
28) Trimboli Salvatore 49 anni, nato a Buenos Aires (Argentina)

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