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Il malaffare di politici e imprenditori smascherato dalla Dia del reggino Panvino

L’Operazione Terzo livello ha sconvolto la politica siciliana. Un sistema dedito al malaffare, gestito da una commistione a vari livelli tra imprenditoria e politica, è stato scoperchiato dalle Forze dell’Ordine.

Un ruolo di primaria importanza l’ha avuta la Dia di Catania, dal 2014 capeggiata dal reggino Renato Panvino.

“La Direzione Investigativa Antimafia – ha detto – ha sgominato un gruppo di imprenditori che si sono avvalsi della presidente del Consiglio Communale di Messina Barrile(finita in manette ndr) per i propri interessi”.

“L’indagine – prosegue – ha fatto piena luce su irregolarità su un gruppo di professionisti, ingegnerie e direttori del Cas Autostrade”.

Gli accertamenti effettuati tramite le indagini, coordinate direttamente dal Procuratore della Repubblica De Lucia, ha portato alla luce dinamiche in cui l’amministrazione pubblica non operava nell’interesse della collettività.

La Presidente del Consiglio Comunale di Messina condizionava impiegati e funzionari affinché venisse agevolato il compito e il lavoro di un ristretto numero di imprenditori.

Si è trattato di un’indagine totalmente disciplinata dal metodo poliziesco e non si è avvalsa in alcun modo dell’ausilio di collaboratori di giustizia.

Panvino con soddisfazione ha voluto sottolineare la capacità di coordinare della Dia di Catania e Messina che ha permesso di chiarire molti aspetti.

 

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