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    Santa Severina aderisce alla Giornata nazionale dei Castelli

    Sono in corso d’opera i lavori per il convegno di presentazione della XXI° edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli fissata per l’11 e 12 maggio prossimi, un week end in cui oltre alle visite guidate tanti sono gli eventi gratuiti messi a disposizione con un grande lavoro lungo un anno intero in tutto il Paese. Tra i tanti borghi calabresi Santa Severina ha ederito alla manifestazione.

    Interverranno durante i lavori, Pasquale Lopetrone, funzionario della Soprintendenza (che ha curato i restauri), gli Archeologi Francesco Cuteri e Marilisa Morrone (che sono intervenuti negli scavi) e la professoressa Francesca Martorano, tutti soci della Sezione.

    Pubblicazioni: i testi delle comunicazioni in un opuscolo a cura della Sezione Calabria e messi in distribuzione durante le Gnc assieme al volume Le parole del castello. Promotore dell’evento è anche la cooperativa Agristippo.

    Il Castello di Santa Severina per l’occasione aprirà gratuitamente, esso sorge sullo sperone occidentale della cittadina che è tutta circondata da dirupi naturali. Nell’ambito del fortilizio persistono gli avanzi di strutture militari e religiose realizzate a partire dall’evo bizantino fino al secolo passato. Il maniero, completamente restaurato tra il 1991 e il 1998 sotto le direttive degli Uffici periferici del Mibac, presenta molti archetipi di architettura militare riferibili sia al medioevo, sia all’epoca successiva all’avvento delle armi da fuoco, che tra il sec. XIV e il sec. XVII imposero repentini e frequenti ammodernamenti, con tipologie militari differenti tra loro.

    La Dimora feudale nel corso del sec. XVI fu trasformata in fortezza dalla famiglia Carafa della Spina. Nel sec. XVIII la residenza feudale fu ammodernata dalla famiglia Greuther (feudatari dal 1691) i cui rappresentanti abbellirono il piano nobile con decorazioni e volte affrescate con temi iconografici riferibili ai temi in uso all’Accademia dell’Arcadia. Il fortino con il restauro è stato valorizzato, al suo interno uno state allestite esposizioni con reperti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici, nonché un importante apparato didattico diffuso, sala per sala, esposizioni sulle architetture militari calabresi, nonché altre esposizioni di carattere temporaneo.