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Confial Crotone,”più che un rilancio politico-amministrativo è un’azione disperata”

«Più che un rilancio politico-amministrativo, il “tagliando” eseguito alla giunta comunale, sembra un’azione disperata per all’ungare i tempi improduttivamente».

Lo dichiara Antonio Carella in qualità di segretario generale della Confederazione italiana autonoma lavoratori (Confial) di Crotone nel rivolgere i suoi «auguri di buon lavoro al nuovo esecutivo nominato dal sindaco Ugo Pugliese». «Molti sono i problemi – commenta Carella – che gravitano sul capo della città e che attendono di essere risolti dal 1993, punto di inizio del declino economico e sociale del Crotonese. Da allora è rimasto sul groppone di Crotone un sito altamente inquinato e una classe dirigente incapace di proporre un nuovo modello di sviluppo. Tre nuovi assessori non rappresentano sicuramente un’adeguata soluzione al rilancio dell’attività del Comune, indipendentemente del valore aggiunto che questi sapranno fornire, se non rientrano in un contesto politico di sviluppo più ampio. Attualmente non esiste una strategia che permette di individuare debolezze e criticità, né una via ben definita per sfruttare le tante risorse naturali presenti nel territorio. Come la scelta, ad esempio, di puntare soprattutto sui beni culturali e paesaggistici, settori importantissimi da rilanciare per creare posti di lavoro. È insufficiente il cammino individuale intrapreso dal singolo amministratore se non c’è una visione globale e di coordinamento. Gli anni passano e nulla si vede all’orizzonte. Il nostro sviluppo deve passare, necessariamente, attraverso tutte le forze istituzionali e sociali, trovando un punto di riferimento nella casa madre delle imprese: la Camera di commercio. È questo il luogo più adatto dove discutere di sviluppo! Gli interessati dovranno inoltre concordare una strategia che parta dalle infrastrutture e pensare al mondo del lavoro in maniera innovativa. Da queste parti siamo in ritardo come al solito su questi temi! Occorre rivolgere lo sguardo a indirizzi lavorativi che diano la possibilità ai giovani di sviluppare idee e progetti per un’adeguata collocazione sociale. C’è poi la necessità, impellente, di un riordino urbanistico di Crotone. Occorre abbattere le barriere invisibili che tengono divisa la città dal resto delle infrastrutture: porto e stazione. Non si spende una sola parola per la ferrovia. Non si parla del costituendo porto turistico dove sono previsti 800 posti barca. Risorse economiche, queste, che potrebbero potenziare lo stesso aeroporto, oggi addirittura finito in mano a Sacal (società già complicata per conto suo). Inesistente poi, l’uso delle conferenze di servizi per erudire la popolazione sul tipo di sviluppo che si vuole perseguire. Di pari, va di moda discutere di progetti da attuare nelle “segrete stanze” e con pochissimi “eletti”. Intanto la città continua a languire. Oltre a dare il buon lavoro ai nuovi assessore, dunque, si auspica che siano ‘’sani ribelli’’ rispetto alla politica oscurantista che tiene in ostaggio una città bella e promettente».

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