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    Il Prefetto ad Oriolo per la cittadinanza onoraria a Vito D’Adamo

    Il Comune di Oriolo lunedì 20 maggio conferirà – alla presenza del Prefetto di Cosenza, Paola Galeone – la cittadinanza onoraria a Vito Maria Rosario D’Adamo, funzionario della presidenza del Consiglio dei Ministri – Mibac  (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

    La cerimonia avrà inizio alle ore 18 nella sala consiliare. Nello stesso luogo, a partire dalle 16.30, è previsto l’ultimo Consiglio Comunale dell’Amministrazione uscente. Dopo la canonica lettura dei verbali della seduta precedente, spazio all’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2018 e presentazione all’assise, con conseguente approvazione della cittadinanza onoraria, al dottor D’Adamo. Il Consiglio Comunale si chiuderà con i saluti e i ringraziamenti del primo cittadino Giorgio Bonamassa.

    Nel corso della manifestazione per la cittadinanza onoraria che si terrà subito dopo il Consiglio Comunale, il vicesindaco nonché assessore alla Cultura e Beni Culturali, Vincenzo Diego, introdurrà la figura del funzionario della presidenza del Consiglio dei Ministri – Mibac, Vito D’Adamo che così qualifica: «Una persona profondamente innamorata del Meridione: della sua arte, delle sue tradizioni e della sua cultura. E soprattutto dell’area Sibaritide-Metapontino, culla della civiltà occidentale. Il dottore D’Adamo (nella foto) – che si impegnato per il recupero di importanti beni culturali ad Oriolo  – ha introdotto il nostro comune nelle sedi istituzionali ed estere come esempio di buon governo. Grazie alla disponibilità del dottor D’Adamo – continua l’assessore Diego –  ad Oriolo è stato sperimentato con successo un progetto pilota che ha visto il contemporaneo utilizzo, per la prima volta, sia di finanziamenti CEI che di risorse MIBAC per il restauro della chiesa madre.Esempio virtuoso di recupero di beni culturali esportato anche altrove». A margine della cerimonia, il Comune di Oriolo omaggerà con una targa la professoressa Maria Antonia Chippari, per aver donato l’area archeologica dove sono stati rinvenuti i resti di un antico convento francescano risalente al 1439. Con questo gesto simbolico, l’area archeologica in questione verrà ufficialmente aperta al pubblico.