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Denuncia di una “madre coraggio” fa luce su rete di spaccio ed estorsioni a Cosenza

La Polizia di Stato di Cosenza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Cosenza su richiesta della procura, nei confronti di sette persone, di cui tre in carcere, tre agli arresti domiciliari e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ritenute responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

L’indagine, svolta dalla Sezione Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Cosenza, con l’ausilio della Squadra Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale di Rende, ha preso avvio dalla denuncia sporta da una “madre coraggio” ormai stanca delle continue vessazioni a cui era sottoposta dal figlio tossicodipendente, ricoverato presso una casa di cura. Dall’attività investigativa è emerso che la maggior parte degli indagati aveva messo in atto un sistema di “spaccio” collaudato operando soprattutto dalle rispettive abitazioni seppur alcuni di loro fossero agli arresti domiciliari. Si sono anche verificati episodi di consegna delle dosi di cocaina all’interno della struttura sanitaria dove un giovane tossicodipendente si trovava ricoverato per disturbi psichiatrici dovuti all’abuso di sostanze stupefacenti e, conclude la nota, sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata.

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