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Cosenza, il Pd : ‘Amaco, fallimento annunciato da politiche clientelari del Comune’

“Abbiamo impedito che in consiglio comunale venisse approvato un Piano industriale dell’Amaco senza avere garanzie in merito al futuro dell’azienda e dei lavoratori. La commissione consiliare Trasporti ha vagliato insieme alle sigle sindacali il Piano dell’azienda di traporto locale e le linee di rilancio”.

E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal Pd del Consiglio Comunale  di Cosenza.

“L’appello dell’amministratore unico della società Paolo Posteraro non poteva restare inascoltato dopo aver ammesso gli elevati debiti dell’Amaco e la necessità di procedere a un rilancio dell’azienda altrimenti sarebbe stato inevitabile la consegna dei libri contabili in Tribunale. Il rischio del fallimento è e resta concreto, come denunciammo già nel 2016, l’anno delle elezioni amministrative, dove l’Amaco accumulò una perdita di 1.582.632,00 euro. L’azienda continua oggi a pagare scelte sbagliate per colpa delle politiche clientelari dell’amministrazione comunale. Scelte lontane dal rilancio e da una gestione corretta nell’interesse dei cittadin”i.

“Era necessario – proseguono – vigilare sulla costituzione di una seconda società partecipata al 100% per consentire la separazione contabile tra i servizi che Amaco fattura alla Regione e i servizi erogati per conto del Comune. Oggi abbiamo avuto garanzie dalle sigle sindacali e dall’amministratore unico della società che non vi saranno tagli sul personale. Le rassicurazioni sui livelli occupazionali però non allontanano i dubbi sul buco finanziario dell’Amaco. Vigileremo sul rilancio dell’azienda: le 19 pagine del piano industriale parlano della situazione debitoria in cui si trova l’azienda e specifica ad esempio che “non è nelle condizioni di rinnovare il parco mezzi del trasporto urbano con proprie risorse ed è dunque in attesa del cosiddetto “piano autobus” della Regione Calabria, un intervento annunciato da tempo e fino ad oggi messo in atto solo per le linee extraurbane”. Vigileremo anche su questo e chiederemo alla Regione di intervenire al più presto considerando che l’età media degli autobus è di 13,8 anni, mentre quella degli scuolabus è di 20,29 anni. La società unica dovrà però tener presente al momento dell’atto aziendale anche del fatto che verrà realizzata la Metropolitana leggera che comporterà una riduzione del trasporto su gomma: ma al momento la questione Metropolitana non viene indicata all’interno del piano industriale”.

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