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Rossano, lavoratori verde pubblico: sette giorni in protesta

“Da Lunedì 14 maggio, come ex lavoratori del servizio verde pubblico di Rossano, siamo in presidio civile permanente davanti al Municipio di Piazza SS. Anargiri”. Lo scrivono in una nota gli ex lavoratori del servizio verde pubblico, disoccupati da un anno e mezzo che aggiungono: “Dopo più di quindici anni di servizio alla comunità siamo stati mandati a casa, tutti monoreddito, senza alcun sostentamento e senza alcuna prospettiva, anche in virtù dei percorsi individuali e sociali di ognuno di noi, e da circa un anno e mezzo siamo stati rimbalzati dalle istituzioni competenti le quali, settimana dopo settimana, mese dopo mese, ci hanno soltanto preso in giro.
In questo anno e mezzo abbiamo atteso quasi in silenzio, abbiamo ascoltato chi ci invitava ad avere fiducia, ora non ce la facciamo più.
Nel frattempo l’assenza del servizio verde pubblico si è avvertita pesantemente in città, con ville e strade nel degrado, erba alta ovunque, un incuria tale da causare persino pericoli sanitari. Il verde pubblico si è ridotto ad elemosinare interventi al Consorzio di Bonifica o a Calabria Verde, distraendo altri lavoratori dalle loro funzioni anche importanti (si pensi alla prevenzione incendi).
Ora, dopo sette giorni lontani dalle nostre famiglie e dalle nostre case, compresi sabato e domenica, in condizioni disperate; dopo sette giorni che dormiamo in macchina e che esterniamo il nostro disagio seppur sempre civilmente e democraticamente, riteniamo che sia giunto il momento di ottenere risposte.
Ci aspettiamo e ci auguriamo che già da domani le istituzioni ci diano delle risposte concrete, sia per il nostro dramma di disoccupati dopo più di 15 anni di lavoro, sia per darci la possibilità di tornare ad occuparci del decoro urbano.
Ringraziamo l’Arcivescovo mons. Satriano per la solidarietà esternata vivamente ieri mattina, che per noi ha rappresentato un sostegno importante; ringraziamo gli addetti dell’informazione che ci stanno dando voce ed i tanti cittadini che passano quotidianamente a darci solidarietà e sostegno.
Di certo, nonostante le mille difficoltà, ormai siamo disperati ed abbiamo deciso di rimanere in presidio di protesta fin quando non riavremo il lavoro che abbiamo tenuto e curato per oltre 15 anni: solo allora ci riterremo soddisfatti e torneremo dignitosamente alle nostre famiglie”.

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