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PETRASSI: “SALVIAMO I TRAPIANTI D’ORGANO IN CALABRIA”

“La storia dei trapianti di rene in Calabria vede come principale protagonista Antonio Petrassi. Con lui tanti altri medici, chirurghi, rianimatori, nefrologi tutti citati nel presente racconto. A tutti va la mia sincera ammirazione e gratitudine per quanto hanno compiuto con grande generosità ed abnegazione. Il loro servizio ai malati calabresi merita un imperituro ricordo[…]La storia dei trapianti in Calabria merita di essere adeguatamente ricordata e questo volume deve essere letto non solo dai colleghi sanitari, ma anche dai politici e da tutti coloro che credono nel valore e nell’impegno civile dei medici italiani”.
Con queste parole il prof. Raffaello Cortesini, pioniere dei trapianti in Italia e professoredi Patologia Clinica alla Columbia University di New York, presentava il volume Una Meravigliosa Esperienza Professionale. I trapianti d’organo in Calabria,pubblicato dal prof. Antonio Petrassi nel 2004.
Mio padre ha dedicato ai trapianti d’organo tutto se stesso e buona parte della sua carriera professionale. Insieme a tanti altri illustri medici calabresi è riuscito nell’obbiettivo di ottenere le autorizzazioni ministeriali necessarie affinché anche in Calabria si potessero eseguire i trapianti d’organo. Questa straordinaria avventura è raccontata nel libro che lui ha voluto lasciare come memoria di tuttele difficoltà che si incontrano in una regione come la nostra,quando si vuole realizzareun centro di eccellenza di sanità pubblica e in generale si vuole esercitare con coscienza la professione medica.
Dal marzo del 1989, anno in cui fu realizzato a Reggio Calabriail primo trapianto d’organo nella nostra regione(in barba a qualsiasi campanilismo tipico nostrano, essendo mio padre primario chirurgo dell’ospedale di Cosenza!), la storia calabrese dei trapianti ha attraversatoalterne vicende,ma certamente essa ha avuto il merito di continuare ininterrottamente fino ad oggi con risultati lusinghieri grazie al sacrificio di tanti operatori sanitari, medici, chirurghi, infermieri, associazioni di trapiantatiche sono riusciti a garantire questa eccellenza sanitaria assicurando un buon servizioai malati della nostra terra nonostante la miopia politica che da anni penalizza la sanità calabrese.
Per questo motivo, leggendola notizia di una possibile imminente chiusura dei due centri trapiantologici di Cosenza e Reggio Calabria, sento forte l’esigenza di rivolgere un appello alle istituzioni calabresi affinché facciano tutto quanto è possibile per evitare che il lavoro di tanti uomini e un servizio così importante simbolo della buona sanità pubblica calabrese sia vanificato.
A loro chiedo di leggere il libro sui trapianti scritto damio padreper avere un’idea di quanto sia difficile e faticoso raggiungere un risultato così importante nella nostra terra dove ogni traguardo rappresenta una conquista e quanto invece sia facile distruggerlo.
L’appello è rivolto non solo a tutta la politica calabrese nella speranza che agisca presto senza cedere a facili strumentalizzazioni,ma anche a tutti coloro che sono in grado di adoperarsi per salvare questa eccellenza sanitaria pubblica calabrese.
CARLO PETRASSI

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