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Cosenza, Maselli: il paziente al centro, curare la persona prima della malattia

Cosenza, Maselli: il paziente al centro, curare la persona prima della malattia

“Avere una comune visione del futuro, con gli stessi valori civili e spirituali”. Queste le parole con cui il Prof. Massimo Massetti (Direttore dell’Area Cardiovascolare del Policlinico A. Gemelli di Roma), ha voluto introdurre il suo intervento al simposio “Attualità e nuovi modelli assistenziali per il paziente cardiovascolare”, ospitato nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia giovedì 11 gennaio.

Ad aprire l’incontro il Presidente delle Provincia Franco Iacucci, con un accorato discorso sulle condizioni della sanità in Calabria e sugli sforzi delle forze politiche per migliorarne le prestazioni, facendo esplicito riferimento al progetto del nuovo ospedale per la città di Cosenza.

Presenti anche l’arcivescovo Francescantonio Nolè, della diocesi Cosenza-Bisignano; il consigliere regionale Orlandino Greco; il consigliere comunale di Rende Gaetano Morrone; il delegato alla sanità del comune di Cosenza Massimo Bozzo.

Il Prof. Massetti ha parlato ad una sala gremita: fra il pubblico non solo medici e istituzioni, ma tanti comuni cittadini interessati ad ascoltare le parole del noto cardiochirurgo del Gemelli, capace di operare una paziente di 97 anni (oggi 98), per consentirle uno stile di vita migliore.

Scopo dell’evento, infatti, era mettere al centro della discussione l’importanza della cura della persona, il paziente, a scapito di una vecchia ma consolidata ottica di cura della malattia. Massetti ha spiegato quanto sia difficile sostenere i costi di una società che invecchia, che cambia il profilo dei pazienti cardiovascolari e delle malattie. È per questo che diventa fondamentale, nelle sue parole, “organizzare le risorse intorno alla problematica della sorte della persona come paziente in ospedale”. Per farlo, è necessario rompere le barriere create da un modello di ospedale costruito sulle competenze e sulle specialità, per fare spazio a un nuovo modello costruito sul sapere, sulla multidisciplinarietà e sull’accoglienza.

Il fine deve essere una terapia su misura “come il vestito cucito da un sarto” e la continuità assistenziale, possibile solo grazie alla collaborazione fra strutture di diverso livello, anche fuori regione: come a dire che non c’è bisogno di una degenza lunga e costosa fuori da casa propria, se si riesce a implementare questo nuovo modello assistenziale, che richiede poche risorse, poggiando su strutture già presenti sul territorio, e molta collaborazione fra clinici e amministratori della sanità.

Un discorso avvalorato dalla relazione del Dott. Francesco Greco, dell’U.O. Cardiologia Interventistica dell’Ospedale Civile SS. Annunziata di Cosenza, che ha presentato gli importanti risultati del lavoro quotidiano di questa unità operativa, possibile “grazie al lavoro di un team che riesce a lavorare bene insieme”.

Nella stessa direzione l’intervento della Dott.ssa Maria Grandinetti, giovane cardiochirurgo del Gemelli e allieva del Prof. Massetti, che ha voluto sottolineare l’importanza di un approccio di prevenzione che accolga non solo la fascia adulta della società, ma anche quella giovanile, altrettanto a rischio di patologie cardiovascolari legate a stili di vita poco idonei (l’abitudine al fumo, una dieta sregolata, grandi carichi di stress).

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