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Club della Libertà S.Marco Argentano (CS) chiede dimissioni Termine

Riceviamo e pubblichiamo:

Chi parla è il Club della Libertà di San Marco Argentano, che nell’ultima riunione insieme ai tesserati del Club hanno scelto di

sposare una linea dura nei confronti dell’attuale maggioranza che risiede a Palazzo Santa Chiara, evidenziando il fatto che le scelte ponderate negli ultimi mesi non hanno nulla a che vedere con la politica del centrodestra locale (il sindaco non ha nemmeno rinnovato la tessera del Pdl per l’anno in corso).
Il Club mette in luce il continuo disgregarsi del castello di sabbia messo in piedi dalla lista Unione e Cambiamento, che doveva guidare San Marco a un cambiamento radicale, cambiamento radicale che in un certo senso c’è stato, ma solamente in peggio.
Le varie dimissioni ne sono la prova tangibile.
Alla luce di un possibile rimpasto, siamo alla soglia della giunta “Termine quater”, noi crediamo che per i cittadini sammarchesi sia giunta l’ora di chiedersi cosa sta succedendo.
Nella nostra cittadina normanna vi sono troppi contrasti in seno all’amministrazione comunale; occorre prendere atto che, all’ultima tornata elettorale, il popolo sammarchese ha espresso democraticamente un governo che si sta dimostrando insensibile e inerme verso le problematiche che attanagliano il territorio e l’intera Valle dell’Esaro.
In un momento storico tra i più critici dal dopoguerra ad oggi dovremmo sentir parlare di dedizione e impegno rivolto ad uscire da questa crisi, piuttosto che assistere a inutili giochetti di palazzo e a continui rimpasti di governo.
Il Club della Libertà di San Marco inoltre ci tiene a ricordare alla gente che i nostri attuali governanti, nel corso dell’ultima campagna elettorale, hanno fatto tante inutili promesse che sono rimaste nel dimenticatoio collettivo.
Già pochi mesi fa avevamo criticato l’inutile costituzione dell’ufficio di staff del sindaco (composto da una sola persona), che aveva contribuito a prosciugare le casse del Comune, e che abbiamo sempre ritenuto, come molti concittadini, un inutile strumento, disapprovato dalla popolazione sammarchese e che, grazie alle numerose critiche, è stato poi “forse” messo da parte.
Un immobilismo quello dell’attuale maggioranza che lascia l’amaro in bocca a noi giovani, che ci impegniamo quotidianamente per cercare di dare delle risposte ai problemi che riguardano da vicino la nostra realtà e per cercare di costruire un futuro migliore.
Da mesi ormai si evidenzia una totale assenza del sindaco e della maggior parte della maggioranza alla vita sociale del paese e alla realizzazione degli impegni assunti verso i cittadini oltre due anni addietro.
Non abbiamo avuto novità in merito ai problemi riguardanti l’economia del territorio, alle modifiche del PSC, all’avvio della raccolta differenziata, alla realizzazione o quanto meno alla progettazione di nuove opere pubbliche, ai problemi idrogeologici, alla lotta all’evasione dei tributi locali, alla disoccupazione giovanile, al reperimento di risorse economiche necessarie per il benessere di tutta la cittadinanza, alla grave situazione in cui riversa la sanità locale, problema assai dibattuto nel corso degli ultimi mesi, e che purtroppo oggi è caduto in un assordante silenzio.
Inoltre non possiamo dimenticare il grave torto subito da noi cittadini e, in particolare, dai tanti giovani disoccupati. Ci riferiamo all’utilizzazione dei fondi ISTAT, che non gravano sul bilancio, e che potevano essere destinati ad assumere temporaneamente, attraverso un regolare bando, delle persone (giovani?), per promuovere il censimento.

Ebbene, tali fondi sono stati destinati ad alcuni dipendenti comunali che già percepiscono un lauto stipendio, e ciò almeno secondo quanto sostenuto in un passato consiglio comunale da molti membri della maggioranza, anche senza il loro unanime consenso.
Noi pensiamo che sia giunta l’ora di dare una svolta, che deve partire dai cittadini stessi e, in particolare, dal primo cittadino.
I cittadini devono aiutare i giovani a crescere, auspicando il ricambio generazionale della politica sammarchese, il primo cittadino, invece, deve fare un passo indietro e rassegnare le proprie dimissioni.

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