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    Catanzaro – I ragazzi del Banco Alimentare in visita al CSV

    Tommaso Citriniti e Andrea Costantino avevano sentito parlare del CSV, ma non avevano proprio idea di come funzionasse. Nel loro “giro di formazione” tra le realtà associative vicine al Banco Alimentare presso il quale svolgono l’anno di servizio civile, Tommaso e Andrea hanno avuto così modo di conoscere i meccanismiche regolano l’attività del CSV attraverso la puntuale descrizione di Giulia Menniti, referente dell’area promozione del CSV.

    Ad accogliere i ragazzi, giunti giovedì mattina assieme a Carlo Laganà, responsabile del Banco Alimentare di Catanzaro, ed a rispondere alle loro tante domande, c’era anche il presidente del CSV, Luigi Cuomo: gli interrogativi, in particolare, hanno riguardato le origini della legge quadro del volontariato, ora soppiantata dalla legge di riforma del terzo settore,e l’azione volontaria da cui nasce la spinta ad organizzarsi per perseguire una determinata finalità sociale.

    Da qui è nata una discussione sul concetto di “volontario” e sulla scelta libera di dedicare del tempo agli altri in totale gratuità: per i due ragazzi, che si stanno approcciando al mondo del volontariato attraverso l’opportunità derivante dal servizio civile, venire a conoscenza di realtà che si fondano sulla sola spinta emozionale di alcune persone che decidono di spendersi a favore di altre in difficoltà, è stata una rivelazione. Scoprire, poi, che la legge ha istituito i Centri di Servizio per sostenere le attività dei volontari, e quindi la nascita di nuove organizzazioni all’interno delle quali si rafforza l’impegno di quanti decidono spontaneamente di spendersi per gli altri, lo è stato ancora di più.

    In una società in cui la massima produttività rappresenta un modello al quale ispirarsi, la gratuità dei volontari fa quasi “scandalo”: eppure fare volontariato rappresenta un valore sempre più riconosciuto nel nostro Paese, che viene assurto a modello in Europa in questo settore. Chi decide di essere volontario, infatti, lo fa in risposta ad un senso di responsabilità che non viene mai meno, e che chi guarda tutto in chiave economica non potrà mai comprendere.