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    Lo scrittore Mimmo Gangemi racconta la sua “disavventura” con il 118

    Lo scrittore calabrese Mimmo Gangemi ha raccontato, con un post su facebook, quella che definisce la sua “disavventura sanitaria”. E ne riporta i dettagli, afferma, “per correttezza”. “Il 118 – scrive Gangemi – ha lasciato in attesa la chiamata di soccorso per 10/15 minuti, senza mai rispondere. Ha poi risposto alla telefonata parallela di un medico accorso nel frattempo.

    L’operatore ha detto che l’ambulanza non sarebbe potuta (arrivare, partire dal luogo dove si trovava?) prima di mezz’ora. La distanza tra Rizziconi, dove ero io, e l’ospedale si copre in 10/12 minuti… Fatto sta che si è dovuto optare per un’ambulanza privata. Per fortuna il mio non è stato un caso grave. Però un solo minuto può decidere tra vita e morte. Perciò – aggiunge lo scrittore – che si potenzi il servizio del 118 con gli addetti al telefono in modo che la risposta sia immediata e con un adeguato numero di ambulanze. Non essendo accettabile che, come accade quasi sempre, non ci sia la disponibilità immediata. Io comunque vado avanti. Se qualcuno ha sbagliato ne risponderà nelle sedi opportune”.