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Lamezia Terme – Due ordini di custodia cautelare e tre denunce in stato di libertà

 

Personale del Commissariato di Lamezia Terme e della Squadra Mobile ha eseguito il ripristino della misura Cautelare in Carcere nei confronti del 63enne, Iannazzo. Francesco, detto “ U Cafarone”, responsabile del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, appartenente alle cosche di ‘ndrangheta IANNAZZO e CANNIZZARO, operanti nell’area della città di Lamezia Terme, già tratto in arresto nell’ambito dell’operazione denominata “ANDROMEDA” condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro nel 2015.

La seconda esecuzione di misura cautelare agli arresti domiciliari è stata eseguita da Personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione del Commissariato lametino, nei confronti di un giovane extracomunitario A.A., 23enne di nazionalità marocchina, resosi responsabile di reati contro il patrimonio. Allo stesso è stata concessa la possibilità di lasciare l’abitazione solo per alcune ore del giorno senza allontanarsi dal Comune di residenza.

 

Agenti della Squadra Volante del Commissariato di Lamezia Terme hanno denunciato in stato di libertà per il reato di furto due cittadini stranieri, B.Y. marocchino del 1984, al quale veniva anche contestato l’illecito amministrativo di atti osceni in luogo pubblico, e H.M., marocchino del 1992.

 

I due, uno dei quali camminava denudato delle sue parti intime, sono stati trovati in possesso di tre padelle, tutte dotate ancora del dispositivo antitaccheggio, che erano state sottratte in un negozio di casalinghi sito sul corso principale della cittadina.

 

Gli stessi accompagnati presso il Commissariato venivano identificati e risultavano entrambi avere precedenti specifici di polizia, nonché di essere già sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La merce, recuperata è stata restituita all’esercizio commerciale.

 

Personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catanzaro ha denunciato in stato di libertà per il reato di furto P. G. 25enne della provincia di Brindisi.

 

Gli Agenti su segnalazione della Sala Operativa si portavano presso un negozio di abbigliamento del Parco Commerciale “Le Fontane” ove un addetto alla sicurezza aveva fermato un giovane in quanto all’atto di uscire dal negozio faceva attivare l’allarme del sistema antitaccheggio. Dal controllo all’interno dello zainetto del ragazzo è stato rinvenuto un giubbino del valore di circa 40 ancora con l’antitaccheggio inserito.

 

Il giovane, lasciando trasparire un certo nervosismo, ha invano cercato di giustificarne il possesso, asserendo di averlo acquistato il giorno prima e che avrebbe voluto effettuare un cambio di taglia, pur privo dello scontrino fiscale.

 

Da una rapida attività di accertativa condotta dagli operatori di polizia, con l’ausilio dei dipendenti del negozio interessato, si appurava che del giubbino non ne era stato effettuata la vendita, e che quindi, a maggior ragione, si trattava di un capo indebitamente asportato.

Pertanto il P.G. è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente per il reato di furto.

 

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