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piscina di Isca, il Codacons notifica accesso agli atti

Chiusura piscina di Isca, il Codacons notifica accesso agli atti

“Anche oggi va in scena l’ennesimo rinvio dell’apertura al pubblico della piscina. Non sembra aver pace la polemica relativa alla desolata chiusura dell’impianto sportivo di Isca sullo Ionio. Le promesse, infatti, si susseguono da mesi, eppure la piscina rimane sempre misteriosamente chiusa”. E’ quanto si legge in una nota a firma di Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons.

Il Codacons, continua il comunicato, chiamato in ballo dalla minoranza nell’ultimo consiglio comunale dell’8 gennaio, ha formalizzato una istanza di accesso agli atti, rilevando una serie di contraddizioni nella gestione dell’impianto.

“Una situazione – aggiunge Di Lieto – paradossale che costringe centinaia e centinaia di utenti, che fino a qualche mese addietro affollavano l’impianto, ad interrompere l’attività fisica ovvero, sopportando maggiori costi, a doversi recare altrove.

La Piscina comunale era, infatti, un patrimonio non solo del comune di Isca sullo Ionio, ma fungeva da vero e proprio punto di ritrovo per tantissimi giovani e meno giovani, provenienti dai territori limitrofi.

Un impianto di fondamentale importanza capace, specie in una regione come la nostra che registra drammatiche carenze di impianti sportivi, di garantire lo svolgimento di attività fisica, sia ai soggetti sani che a quelli, purtroppo, affetti da patologie.

Per questo motivo il Codacons, sollecitato dal gruppo di minoranza ‘Siamo Isca’, ha chiesto le ragioni per cui l’Amministrazione, a stagione già iniziata e per decisioni tuttora sconosciute ai Cittadini, abbia disposto la chiusura della piscina.

Da quanto segnalato – prosegue la nota del Codacons – sembrerebbe che la chiusura sia riconducibile all’iter amministrativo relativo all’affidamento della gestione dell’impianto.

A far da contraltare a questi intollerabili ritardi, vi è la inconsueta solerzia con la quale l’Amministrazione aveva proceduto all’aggiudicazione provvisoria dell’impianto già il 28 settembre dello scorso anno.

Ma allora, cos’è che non va ?

I dubbi appaiono legittimi – sostiene Francesco di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – atteso che oramai da mesi i Cittadini devono prendere atto di promesse non mantenute.

Già il 5 dicembre scorso, infatti, era stata pomposamente annunciata la riapertura dei battenti della piscina.

Ed invece, allora come oggi, il silenzio regna sovrano.

Gli interrogativi sembrerebbero leciti atteso che, nel capitolato per l’affidamento della concessione provvisoria, è previsto che la gestione debba essere avviata ‘entro 15 giorni dalla consegna’.

Ed allora, perché dopo quattro mesi dalla consegna, non si apre l’impianto ai Cittadini ?

Il Codacons chiede, quindi, se il Comune abbia applicato le penali appositamente previste in caso di ritardo.

Per fugare ogni dubbio sulla vicenda che rischia di trasformarsi in un pasticciaccio, il Codacons ha formalmente chiesto al Comune di fornire copia della documentazione fornita dal soggetto aggiudicatario da cui si evince il possesso dei requisiti di legge nonché l’insussistenza di cause di esclusione, copia dell’atto di avvenuta consegna dell’impianto, copia delle autorizzazioni propedeutiche l’apertura, copia delle preventive autorizzazioni da parte dell’Ente inerenti le modifiche già apportate agli impianti.

Una situazione paradossale – continua Di Lieto – che, per ‘pastoie burocratiche’, vede sottratto alla disponibilità dei Cittadini un impianto che costituiva il fiore all’occhiello per l’intero comprensorio.

Il nostro intento – conclude la nota del Codacons – è quello di pressare l’Ente affinché renda immediatamente fruibile la piscina e, nello stesso tempo, comprendere se nella vicenda siano ravvisabili profili di illegittimità e si configurino veri e propri reati nonché ottenere l’immediato avvio di una corretta procedura per la gestione a lungo termine capace di restituire, definitivamente, ai Cittadini una importantissima struttura pubblica”.

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