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Schiava per 10 anni in Calabria, sotto lo sguardo dei figli (VIDEO)

I figli, bambini costretti a guardare la madre schiava per 10 anni in Calabria, segregata e torturata dal loro stesso padre un 50enne di Lamezia

di Clara Varano – L’atmosfera a Gizzeria dove una donna è stata schiava per 10 anni in Calabria non è più la stessa. Descrivere l’orrore di Gizzeria, della masseria dove quello che viene già definito, condannato da tutti, come l’orco, non è semplice, perché le immagini che scorrono davanti agli occhi sono i topi che squittiscono qua e là, mentre lui sutura le parti intime con una lenza da pesca della giovane donna, sua prigioniera con i suoi due figli un angolo ad osservare la scena. E questa è solo la descrizione di una delle tante serate di quei dieci lunghi anni che la 29enne romena, le cui generalità per ovvi motivi sono e resteranno ignote, è stata costretta a subire. Violenza carnale, legata ad un letto. Cibo scaduto, un water ricavato all’interno di una sedia, spazzatura ovunque, insetti e parassiti di ogni genere, animali tra cui cani, galline e capre, recuperati dalla guardia zoofila. Un incubo. Sì, intervallato dai giochi per bambini che stonano circondati da roba imputridita accumulata e sovrastata da un tetto che stava per crollare. Eppure quell’incubo, almeno nelle prime ore di colloquio con lo psicologo non veniva fuori. Sia il figlio di nove anni che la giovane che aveva solo 19 anni quando è iniziata la sua schiavitù, parlavano di “famiglia”, di un padre ed un compagno “mi vuole bene, gli voglio bene”. Conoscevano una versione da raccontare alle autorità nel caso in cui qualcuno li avesse mai interrogati. Perfettamente istruiti. Sindrome di Stoccolma. Solo dopo con la fiducia viene fuori la verità. Viene fuori un caso che può anche togliere il sonno, specie per il coinvolgimento dei bambini.

Dalla libertà in Italia come badante a schiava per 10 anni in Calabria

La vittima, una giovane romena di 29 anni, era arrivata in Italia da ragazza, dieci anni fa, a maggio del 2007, ed aveva lasciato la Romania proprio per fare la badante, prima in Sicilia e subito dopo in Calabria. Qui conosce il suo aguzzino pochi mesi dopo il suo arrivo che ne fa la sua schiava. Inizialmente vivono in alcuni appartamenti e lei non resta sempre in casa, ma si sposta con lui anche se è costretta a rimanere in auto quando escono e a sdraiarsi sul sedile abbassato per non farsi vedere dalla gente. Poi, un giorno prova a scappare e lui riesce a catturarla di nuovo. Per questo arriva la masseria a Gizzeria, più isolata, dove è buio, dove lui può legarla quando esce. Dove i carabinieri quando entrano la trovano con un fagottino in mano e confusi non capiscono cosa sia fino a che aprendolo non vedono la bambina di tre anni.

Giovane donna schiava per 10 anni in Calabria: il figlio regolarmente a scuola

Quello che ha insospettito i carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme non è stato tanto l’auto, che era nelle stesse condizioni della masseria, quanto l’atteggiamento dell’uomo e il fatto che il bambino fosse nascosto sotto il giubbotto. Questo ha fatto scattare le indagini che hanno portato alla scoperta dell’incubo della giovane donna schiava per 10 anni in Calabria e dei suoi due figli. Quello che però preoccupa è il legame del più grande con il padre. Per lui che non ha nessun altro modello, tutto quello che il padre faceva era giusto. L’uomo un 50enne di Lamezia Terme, è un uomo istruito, un insospettabile, che ha anche frequentato due anni di giurisprudenza, non ha nessun rapporto con la famiglia di origine, quindi conosciuto e proprio per questo portava la ragazza, quando era incinta, al momento del parto in pronto soccorso a Catanzaro, qui i bambini nati sono stati riconosciuti a suo nome. Il ragazzino, quindi, frequentava le elementari. I primi due anni a Lamezia Terme dove le maestre avevano iniziato a chiedere dell’assenza della mamma e poi a Gizzeria.

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