Reggio – Raf alla città: “C’è una parola magica che risolve tutto: amore”

mercoledì 13 settembre 2017
9:27
Raf con i promoter Scordo

di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Nonostante abbia una carriera artistica segnata da successi a partire dal 1983, anno in cui si consacra al pubblico internazione con “Self Control”, Raffaele Riefoli (in arte Raf) colpisce ancora oggi per la sua innata timidezza e sensibilità umana. La Calabria e Reggio in particolar modo, gli hanno sempre dimostrato un attaccamento quasi morboso perché il cantautore e produttore intimista e delicato, è così come appare nei suoi concerti: un uomo dolce ma soprattutto, un artista con una spiccata semplicità espressiva, compensata da una risaputa esperienza sul campo e da un’impeccabile performance tout court. E a lui, la Città Metropolitana ha affidato ieri sera in una gremita Piazza del Popolo, la chiusura delle Feste in onore della Madonna della Consolazione con un live organizzato dall’impeccabile produzione Esse Concerti Srl di Tonino e Salvatore Scordo (in foto con il cantante). Raf che, per il suo curriculum musicale, si è sempre dimostrato trasversale tra le generazioni, sa subito scaldare gli animi, già dai primi brani si percepisce che non sarà uno spettacolo qualunque. Il suo viaggio inizia con l’inedito arrangiamento de “Il battito animale” per poi proseguire con la romantica “Via”, “Sei la più bella del mondo”, “Un’emozione inaspettata”.
La scaletta scorre fluida e incandescente tra vecchi e nuovi successi, con un Raf assolutamente padrone del palco e creatore di belle atmosfere tra le immagini video che passano per scandire ogni suo brano. Reggio Calabria è ammaliata da canzoni splendide come “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è”, “Arcobaleni”, “Due”, “In tutti i miei giorni” ballate sincere e arrangiate in versione scarna ma sognante. Raf non ama parlare molto, esprime ciò che ha dentro con la sua musica perché “viviamo tempi difficili ma spesso le canzoni devono parlare anche di questo – afferma il cantautore provando a guardare il “fiume” umano di Piazza del Popolo – In una parte del mondo, ci sono due ragazzi, due cuori in ostaggio di popoli in guerra e non si vede uno spiraglio, una soluzione. Immaginando di ballare insieme, sfatano le difficoltà e, finalmente, si ritrovano”.
Sulle note di “Ballo” che suonano come un riferimento alle guerre di religione, il cantautore sprona al “bisogno di un cambiamento radicale in ognuno di noi. La metamorfosi è da intendere in senso lato, nella totalità del suo significato” – postilla Raf.
Seduto al pianoforte per un medley semi acustico, delizia i fan con chicche nascoste in mezzo a hit sempreverdi per poi lasciarsi andare in una veste nostalgica ma sempre significativa di “Cosa resterà degli anni ’80”. E’ un tripudio di sensazioni dalle quali prendono forma le immagini di un tempo lontano quando le ansie e le gioie adolescenziali ci sovrastavano. Parole che incitano ad abbracciare la vita superando le difficoltà quotidiane che ci allontanano dai veri valori, dalla famiglia, dagli amori. Ed è un poeta prezioso Raf quando sottolinea che la salvezza è nell’amore perché dopotutto siamo simili ad arcobaleni capaci di produrre bellezza anche dopo una tempesta.
“E’ sotto gli occhi di tutti che manca quella solidarietà verso il prossimo ma credo che ci sia una parola magica che risolve tutto – continua Raf – Si chiama amore. Sentiamo ogni giorno parlare di guerre, violenze, del problema dell’immigrazione e la cosa più terribile che tutto si riduce in numeri. Ma gli esseri umani non sono numeri, hanno un cuore, hanno dei sentimenti, hanno una sensibilità”.
Raf crede davvero nella trasformazione e la canta perché “è un percorso umano, personale, ma al tempo stesso sociale, una finestra aperta sul mondo”.
Un mondo che, come recita il brano che dà il titolo all’album “Metamorfosi”, “forse riuscirà a rifarsi il trucco e l’abito”. Sulle note di “Infinito” si chiude un meraviglioso viaggio musicale fatto di puro amore che non conosce ragione perché è un sentimento che nasce dal cuore capace di vincere la distanza e il tempo.

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