Perché spegnete la luce al Duomo? La metafora di Reggio Calabria

lunedì 11 settembre 2017
18:27

D’accordo: i problemi di Reggio sono altri. Le buche nelle strade, la disoccupazione, la ndrangheta.  Tuttavia occuparsi di quelli secondari non significa mettere da parte quelli principali.

Ci sono voluti decenni perché la piazza della Cattedrale di una città da quasi duecentomila abitanti tornasse tale dopo essere stata a declassata a parcheggio.

Un lavoro che può non piacere a tutti, ma che ha restituito alla collettività uno spazio che viene vissuto praticamente ventiquattro ore al giorno.

In questi giorni di Festa della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria si può ammirare una Piazza Duomo illuminata più del solito e a far capolino c’è proprio la Cattedrale: finalmente con le sue luci accese, che mettono in risalto le linee e le decorazioni delle vetrate.

Ci si chiede come mai per tutto il resto dell’anno il tutto debba stare “spento”, diventando quasi una struttura marginale rispetto ad una piazza che, in realtà, dovrebbe essere costruita attorno ad esso.

Non sarà una Cattedrale di grande rilevanza storica  dato che i terremoti hanno privato Reggio di buona parte del patrimonio architettonico, ma l’impatto è sicuramente suggestivo.

La Bellezza salverà il mondo sostiene qualcuno, in questo caso potrebbe scoraggiare tanti cittadini maleducati ad evitare di sostare dove il divieto lo vieterebbe.

E soprattutto nelle ore notturne c’è chi persino parcheggia sotto le statue di San Paolo e Santo Stefano, con le quattro ruote sul marciapiede.

Possibile che nel 2017 non esista la possibilità di lasciare il Duomo illuminato al calar del sole  e che non lo si possa fare senza dover spendere così tanto ?

Sarebbe così difficile posizionare qualche faretto che dia ulteriore luce alle linee della Chiesa, come tra l’altro è facile trovare in altri palazzi del centro della città?

Per certi versi il “Duomo senza luce” sembra essere la metafora di una città che preferisce restare spenta.

 

 

 

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