Reggio – In riva allo Stretto quinto convegno del Comitato Mezzogiorno Ance Giovani

venerdì 14 luglio 2017
18:00
foto convegno Ance

di Grazia Candido – In riva allo Stretto, quinto convegno del Comitato Mezzogiorno Ance Giovani. Nel pomeriggio di oggi, presso la sala conferenze di Palazzo “Corrado Alvaro”, si è svolta l’iniziativa dal titolo “Destinazione Sud, reti e infrastrutture per lo sviluppo del Mezzogiorno”, organizzata quest’anno da Ance Giovani Calabria presieduta da Antonino Foti. Un ampio dibattito sul tema degli investimenti in infrastrutture considerato strategico dai giovani costruttori del Sud che ha visto esperti del settore confrontarsi su un comparto che, da oltre vent’anni nel Mezzogiorno, fa registrare una sostanziale paralisi anche per quanto riguarda gli interventi di tipo sociale, come la costruzione di scuole ed ospedali. Il confronto, coordinato dalla giornalista del TG1 Francesca Grimaldi, si è snodato in tre fasi nelle quali sono stati affrontati temi “caldi” quali “Infrastrutture e reti, opportunità per crescere”, “Il rilancio del Mezzogiorno parte dal territorio”, “Infrastruttura è futuro”.
Nella prima parte dell’incontro, non potevano mancare gli interventi del presidente di Ance Giovani Puglia Luigi De Santis, del presidente dell’Osservatorio “I Costi del non fare” e ordinario di Economia e Gestione delle Imprese “Università Bocconi” Milano Andrea Gilardoni, del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto e del consigliere di amministrazione Anas e ordinario di Urbanistica dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria Francesca Moraci che ha subito messo in evidenza una “dura realtà: in Europa non abbiamo mai negoziato una strategia Paese”.
“I Calabresi non possono piangersi sempre addosso anche perché il nostro è un territorio ricco e le sue fortune se le possono giocare i cittadini – continua la docente Moraci – Ma manca una seria informazione oltre alle risorse e agli uomini che le sappiano investire”.
Per il presidente Nicola Irto “c’è il divario tra il centro Nord e il centro Sud, è un divario che esiste da anni. Abbiamo un’Italia a due velocità ma oggi, a differenza del passato, le risorse ci sono e saranno impegnate per realizzare opere importanti per la nostra Regione. La vera sfida – sottolinea il presidente del Consiglio regionale – sta nel saperle utilizzare e coinvolgere tutti gli attori interessati per finire nel più breve tempo possibile, opere necessarie e sicure. Noi dobbiamo tutelare sia i progettisti che i costruttori – continua Irto – e ciò lo possiamo fare intervenendo sulla burocrazia con una riforma nazionale che nel dare più poteri alle Regioni, permetterà di ottimizzare i tempi e snellire certe procedure. Se riuscissimo ad accorciare i tempi, sicuramente, ci sarebbe una svolta nello sviluppo. Sono convinto nel riscatto del Sud anche perché se il Mezzogiorno rimane fermo il resto d’Italia non va avanti”.
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