Lettera al prefetto di Reggio Calabria: “Psichiatria a Reggio: è allarme sociale”

lunedì 17 luglio 2017
9:02

Riceviamo e pubblichiamo – “Questa Associazione di familiari utenti dei servizi psichiatrici, nonché i familiari degli utenti della “Comunità Alloggio C”, intendono segnalare alla Cortese attenzione di Sua Eccellenza il Prefetto di Reggio Calabria, alcune gravi anomalie riscontrate nel settore , concernenti la gestione dei servizi psichiatrici nell’ambito del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP 5.
Purtroppo questo delicato settore è ormai da diversi anni caratterizzato da una gestione poco attenta ai bisogni degli utenti; non si assumono i provvedimenti che sarebbero necessari a tutelare la salute delle persone che soffrono di disturbi della psiche, mentre si pongono in essere azioni lesive dei diritti e della dignità dei pazienti.
In primis vogliamo segnalare lo scellerato provvedimento concernente il blocco dei ricoveri nelle strutture psichiatriche residenziali nel territorio dell’ASP 5, vigente ormai da più di due anni. I pazienti sono così costretti a rinunciare a fruire delle prestazioni che sarebbe un sacrosanto loro diritto ricevere, oppure farsi ricoverare al di fuori dalla provincia di Reggio Calabria, o in altra Regione. Orbene ciò lede l’imprescindibile diritto per ogni paziente di ricevere le cure scegliendo anche il luogo presso cui si intende essere curati. Senza contare il gravissimo disagio per i familiari e per gli utenti stessi nel doversi sostanzialmente trasferire presso altro luogo: le cure psichiatriche sovente richiedono tempi molto lunghi, lo sradicamento dal territorio di provenienza impedisce il proseguimento delle relazioni familiari e sociali esistenti, violando i principi della legge “Basaglia”.
Il blocco dei ricoveri sarebbe stato “giustificato“, secondo gli autori del provvedimento, dal fatto che le strutture cogestite dall’ASP e da diverse cooperative, essendo sin dall’inizio dell’attività ed a tutt’oggi ancora “pubbliche” (vi opera personale dell’ASP che ne detiene anche la Direzione ) e pertanto come tali “solo” “provvisoriamente accreditate”, non potevano e non possono essere ancora “strutture private accreditate”. Ma questa è una conseguenza delle scelte operate dall’ASP e non vi era certo alcun motivo valido per poter bloccare i ricoveri. In altre parole. le strutture non sono ancora accreditate come strutture private perché vi ha operato e vi opera l’ASP!! Ed è paradossale che vengano bloccati i ricoveri presso strutture in cui viene impiegato personale medico e paramedico a carico dell’Ente pubblico! Senza contare che tutto questo finisce per gravare inesorabilmente sulla cassa dell’ASP, costretta per le scelte scellerate della Direzione della Psichiatria a sostenere doppi costi: quelli del proprio personale impiegato presso le strutture dove i ricoveri sono bloccati, quelli delle rette ( spesso molto elevate) relative agli utenti che sono costretti a fruire di prestazioni fuori dal territorio della provincia di Reggio Calabria.
Strano che della presunta “necessità” del blocco dei ricoveri ce ne si sia accorti dopo 25 anni ( le strutture alternative sono state avviate nel 1990 ) ed ancora più strano appare il fatto che il blocco dei ricoveri sia stato decretato subito dopo che, nel 2015, la Regione Calabria aveva chiarito che le strutture esistenti, a gestione mista ( pubblico – privato sociale) avrebbero dovuto transitare verso il nuovo regime di strutture accreditate private. Certo, questo comporterà la fuoriuscita delle strutture residenziali dall’ambito della “governance” del Dipartimento di Salute Mentale e forse questa scelta della Regione non è gradita da tutti : il DSM non gestirà più le strutture attraverso propri medici ed infermieri. Una perdita di potere, forse.
Un’altra importante circostanza emblematica del modo di operare del DSM riguarda la vicenda relativa al trasferimento della Comunità Alloggio C, finalmente spostata presso un nuovo edificio adeguato e dotato di tutti i comfort , peraltro sito proprio accanto l’abitazione del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale. Trasferimento osteggiato in diversi modi. Anche “sospendendo” il servizio di Assistenza Sociale, che invece fino al giorno prima del trasferimento veniva regolarmente erogato dal DSM presso la Comunità Alloggio C (come in tutte le altre strutture); anche ritardando la dovuta consegna del tabulato relativo al servizio medico psichiatrico di pronta disponibilità nelle 24 ore agli operatori impegnati nella nuova struttura .
Orbene, sia la vicenda del blocco dei ricoveri, sia l’ostruzionismo posto in essere in relazione al trasferimento della Comunità Alloggio C presso la nuova sede, a parere della scrivente organizzazione di familiari, costituiscono gravissime violazioni nei confronti del diritto degli utenti ad avere le necessarie e le migliori cure possibili e generano, peraltro, una condizione di pericolo sociale venendo meno la fornitura di servizi essenziali nell’ambito del territorio dell’ASP 5.
Per questo ci rivolgiamo alla Sua Signoria, chiedendo l’adozione di opportuni provvedimenti“.

Il Presidente
Immacolata Cassalia

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