Catanzaro – Assessori a consigliere Fiorita: “Smetta panni docente”. Lui replica: “Mio diritto esprimere giudizi”

lunedì 17 luglio 2017
8:42
Nicola Fiorita in Consiglio Comunale

Continua la polemica iniziata giovedì 13 nel corso del primo Consiglio comunale dopo il discorso di Nicola Fiorita, e che ha accusato il sindaco Sergio Abramo di aver scelto una Giunta in linea con il passato mantenendo le deleghe più importanti per sé. Gli assessori, prendendola sul personale, però, hanno deciso unanimemente di rispondere: “L’inesperienza politica del prof. Fiorita, entrato in Consiglio comunale come candidato sindaco non eletto, non giustifica la gravita’ delle sue affermazioni e dei suoi saccenti giudizi sulla qualita’ della Giunta Abramo. Egli, evidentemente, non riesce a distaccarsi dal suo ruolo di docente universitario, abituato a dare i voti ai suoi studenti e non si e’ accorto che l’aula del Consiglio comunale e’ qualcosa di ben diverso dalle aule di Arcavacata. La mancanza di rispetto verso gli avversari e’ uno dei difetti peggiori della malapolitica che il prof. Fiorita, solo a parole, dice di volere combattere”. Lo affermano, in una nota congiunta gli assessori comunali Ivan Cardamone, Alessio Sculco, Modestina Migliaccio (Forza Italia), Concetta Carrozza, Alessandra Lobello, Danilo Russo (Catanzaro da Vivere), Lea Concolino (Obiettivo Comune), Giampaolo Mungo (Officine del Sud) e Franco Longo (Federazione Popolare per Catanzaro). “Abbiamo l’impressione – proseguono – che il prof. Fiorita non abbia ancora accettato la netta vittoria elettorale di Sergio Abramo e soprattutto del suo progetto di governo. Gli ricordiamo che nel primo turno, con un’alta percentuale di votanti, a confrontarsi non erano solo quattro aspiranti sindaci, ma altrettanti progetti politici che i cittadini hanno giudicato liberamente. Prenda atto il prof. Fiorita che a vincere, nettamente, e’ stato il progetto di Sergio Abramo e che il suo progetto, benche’ abbia raccolto un certo consenso, non e’ approdato nemmeno al ballottaggio. E’ la dura legge del gol, recitava anni fa una canzone. La Giunta Abramo, bollata dal prof. Fiorita come ‘governicchio rattoppato’ e ‘di basso profilo’, e’ invece il frutto di un gioco di squadra, in cui tanta gente, provenendo in buona parte anche dalla cosiddetta societa’ civile, ci ha messo la faccia, sottoponendosi al giudizio degli elettori. Noi ci poniamo una domanda. Perche’ il prof. Fiorita non ha presentato in campagna elettorale la sua Giunta ‘stellare’? Presentando alla gente una Giunta ‘di alto profilo’, probabilmente formata da curriculum accademici di prestigio provenienti dalle migliori universita’ italiane e straniere, magari avrebbe convinto la gente a votarlo. Gli assessori della giunta Abramo sono fieri, a prescindere dai loro singoli titoli accademici e dalle loro esperienze professionali, di sentirsi ‘operai’ e solo in base alle loro ‘opere’ e al loro lavoro intendono essere giudicati. Siamo grati al sindaco Abramo per la fiducia che ha riposto in noi e ai partiti che ci hanno indicati per la considerazione che hanno espresso. Faremo di tutto, senza risparmio di energie, per essere all’altezza del compito che ci e’ stato assegnato”. “Dal prof. Fiorita, che nonostante tutto continuiamo a rispettare – concludono gli assessori – ci attendiamo maggiore umilta’ e atteggiamenti che contribuiscano ad alzare il livello e la qualita’ del dibattito in Consiglio comunale, attraverso le proposte e ovviamente l’attivita’ di controllo che la legge assegna alle minoranze. Smetta i panni del docente ‘tuttologo’, accantoni la delusione per non essere arrivato al ballottaggio e si dedichi al ruolo di consigliere comunale di minoranza che non e’ meno importante, ci creda, di quello di sindaco o di assessore”.

Dal canto suo il professore ha replicato dichiarando: “Leggo la nota con cui gli assessori della giunta Abramo mi invitano a dismettere i panni del professore universitario a calarmi in quelli di consigliere di minoranza. E’ un invito che raccolgo volentieri, in perfetta continuita’ con quanto ho fatto in campagna elettorale, dove mi pare di aver indossato con una certa capacita’ i panni del candidato a sindaco”. Lo afferma, in una nota, Nicola Fiorita. “Una piccola lezione di democrazia, pero’ – prosegue – questa volta mi tocca proprio darla. Intanto, si possono, ovviamente, non condividere i giudizi politici che ho espresso ed esprimero’ cosi’ come si possono criticare le posizioni che ho assunto ed assumero’, ma non si puo’ mettere in discussione il mio diritto di esprimere quei giudizi. Non ho mai eccepito nulla sulla legittimita’ della vittoria elettorale del sindaco Abramo, non ne ho mai disconosciuto il ruolo, ne’ il diritto di nominare gli assessori che ritiene piu’ idonei, cosi’ come non ho mai proferito parola sulle qualita’ delle singole persone chiamate ad amministrare la citta’. Ho, al contrario, sottolineato la scelta del sindaco Abramo, esplicitamente rivendicata in una intervista su Catanzaro informa, di puntare sull’affidabilita’ piu’ che sulla competenza delle persone, non ritenendo egli necessaria la formazione di una giunta di alto livello. Scelta a mio avviso del tutto criticabile, perche’ lontana dalle reali esigenze di ripresa di autorevolezza della citta’. Cosi’ come ho evidenziato la contraddizione tra questo criterio e quella rivendicazione di adeguate competenze nella propria squadra posta alla base della ulteriore scelta di trattenere alcune rilevanti deleghe”. “Stiano tranquilli gli assessori-operai – conclude Fiorita – so bene che Abramo ha vinto e che noi abbiamo perso. Ma in democrazia perdere le elezioni non significa perdere il diritto di esprimere le proprie opinioni, non significa perdere il diritto di critica e non significa perdere il diritto di fare politica. E stiano tranquilli gli assessori tutti che sono ben consapevole della dignita’ e della rilevanza del ruolo di consigliere di minoranza, postazione da cui, come si vede da questa scomposta reazione, si puo’ con la forza della parola dare fastidio a chi ha una visione assolutistica e muscolare della politica. Voi la chiamate inesperienza, io la chiamo diversita’”.

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