Sanità – Comitato Marrelli: “Scura accrediti radioterapia”

lunedì 19 giugno 2017
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“Dopo l’ennesimo rifiuto del commissario per la Sanità in Calabria Scura nei confronti del Marrelli Hospital di Crotone e nei confronti questa volta dell’accreditamento della Radiodiagnostica e Radioterapia, struttura già pronte e funzionanti nella clinica, ma che aspettano la firma di un decreto per essere inseriti nella rete Regionale, chiediamo una presa di posizione forte e coraggiosa”. E’ l’appello lanciato dal Comitato Marrelli Hospital al Sindaco di Crotone ed a quelli della provincia, ai rappresentanti politici e istituzionali regionali, alle forze sociali di Crotone, ai cittadini ed ai pazienti. “Senza questo decreto firmato anche da Scura – è scritto nell’appello – al Marrelli Hospital non potranno mai essere erogate prestazioni di diagnostica e radioterapia con oneri a carico del Sistema Sanitario. Ecco perché ritorniamo a fare un appello a tutte le forze politiche ed economiche della Provincia di Crotone (e non solo). Perché è giusto che un malato crotonese possa potersi curare nel proprio territorio senza dovere affrontare 160 km ogni giorno, per soli 5 minuti di terapia e per cicli di anche 30 giorni consecutivi. Perché il Marrelli Hospital ha le migliori tecnologie oggi presenti sul mercato ed un paziente deve poter scegliere dove andare a curarsi (diritto di libera scelta). Perché a Catanzaro, dalla prenotazione all’effettuazione di un ciclo di radioterapia possono intercorrere anche tre mesi, ed in molti casi questo vuol dire perderci la vita. Perché qualcuno dovrebbe spiegare a Scura il perché nella regione Lazio, la regione del ministro Lorenzin, esiste un centro di radioterapia ogni 340.000 abitanti, in Toscana la regione dell’ex premier Renzi esiste un centro di Radioterapia ogni 268.000 abitanti ed in Lombardia un centro ogni 290.000 abitanti mentre in Calabria vogliono convincerci che è giusto avere un centro di radioterapia ogni 660.000 abitanti, meno della meta’ rispetto alla media nazionale”. “Perché – conclude il Comitato – anche in Calabria i pazienti devono avere gli stessi diritti di cura dei cittadini di altre regioni d’Italia”.

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