Nicolò abbandonà seduta Commissione Sanità: “Per chi non ha voce per essere ascoltato”

giovedì 18 maggio 2017
20:15
Alessandro Nicolò

“Ancora una volta, e con motivazioni risibili,  si è registrata l’assenza dai lavori della terza Commissione consiliare ‘Sanità’ del neodirettore generale dell’Asp di Reggio Calabria. Oggi, data l’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno, tra cui l’iter per la realizzazione dei nuovi ospedali,  e tenuto conto della seduta congiunta con la Commissione speciale di Vigilanza, l’assenza del neodirettore generale, già commissario, non è stata soltanto un atto poco garbato sotto il profilo istituzionale, ma ha suscitato evidente stupore, atteso che lo stesso ha giustificato la propria assenza ai presidenti delle Commissioni adducendo – quando ormai la notizia era già stata ampiamente diffusa dagli organi di informazione di tutta la Calabria – di non avere ricevuto formalmente alcuna nomina. Dinanzi a simili atteggiamenti, peraltro reiterati – sostiene Alessandro Nicolò – ho comunicato ai presidenti delle Commissioni il mio volontario abbandono dei lavori d’aula in segno di protesta. Di cosa, infatti, avremmo potuto discutere senza il supporto e le spiegazioni tecnico-amministrative del dirigente sui ritardi per la costruzione del nuovo ospedale di Gioia Tauro?

Oltre ai bisogni di sanità dei cittadini delle aree interessate – è bene ricordarlo – l’investimento complessivo supera abbondantemente i 150 milioni di euro, un impegno finanziario di non poco conto, anche per il lavoro che mobiliterebbe. Un inaccettabile vulnus democratico, quello tenuto dal manager Brancati e dal dirigente Fatarella, anche questi assente, che offende i calabresi tutti e certifica, qualora ve ne fosse bisogno, l’arroganza di questo centrosinistra dinanzi ai doveri istituzionali ed ai problemi dei calabresi. Questa maggioranza, come conseguenza, continua a decidere di non decidere su ogni problema, e allontana nel tempo ogni soluzione,  offendendo i cittadini per l’alta  dose di cinismo politico somministrata alla vita della massima istituzione elettiva regionale!

Eppure, puntualmente, l’allarme viene sollevato in sede di redazione del Bilancio preventivo, con cifre percentuali che testimoniano da sole la terribile contraddizione che vive questa regione, il cui Documento programmatico fondamentale  è vincolato per oltre il 60% dalla Sanità, una voragine che non si vuole arrestare con scelte chiare che per essere tali hanno un solo obiettivo: rispondere efficacemente  al bisogno di salute e di sicurezza sanitaria dei calabresi tutti”.

“Per lunghi mesi abbiamo scelto come minoranza di evitare rissose polemiche con la speranza che questa maggioranza potesse intervenire positivamente sul settore sanitario. E invece? Hanno cominciato a polemizzare con il ‘Governo amico’ per averla commissariata, lamentando di avere le mani legate dai conti. Un atteggiamento che ha ormai superato ogni limite di guardia e non convince neppure uno solo, che sia uno, dei cittadini di questa regione che, giorno dopo giorno, e a proprie spese, è costretto a sobbarcarsi di enormi sacrifici economici per prestazioni che invece potrebbe anche qui avere. Ecco perché oggi ho scelto di abbandonare i lavori della Commissione, per rispetto non solo del mio ruolo istituzionale, ma anche per chi non ha voce abbastanza per essere ascoltato dentro il Palazzo”.

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