Migranti – Nuovi sbarchi Cantone: “Più controlli su appalti”

venerdì 19 maggio 2017
8:31
Cara immigrati centro accoglienza

Bandi di gara “su misura”, come al Cara di Mineo, in Sicilia, dove “mancava solo che indicassero il nome del vincitore”. “Assenza di meccanismi di controllo”, come nel centro laziale di Castelnuovo di Porto, dove “il rendiconto dei migranti era fatto su un’autodichiarazione”. Infiltrazioni criminali, come nel Cara di Isola di Capo Rizzuto, nel crotonese, ora al centro di indagini e sul quale “l’Anac sta valutando se ci siano i presupposti per il commissariamento”. Nel giorno in cui il ministro dell’Interno Minniti ha disposto l’accesso proprio al Comune di Isola Capo Rizzuto, per verificare eventuali infiltrazioni delle cosche, l’analisi del presidente dell’Anac Raffaele Cantone alla commissione parlamentare migranti conferma che il mondo dei servizi agli immigrati – il cui arrivo cresce e annovera sempre più minori soli, come certifica l’Unicef – non è impermeabile agli illeciti, anzi. Una conferma, dunque, con un avvertimento che riguarda le cooperative sociali: “Sono un vanto per il Paese”, ma ci sono soggetti che se ne approfittano e troppe “deroghe”. Come quella che “consente affidamenti diretti a chi dichiara una certa quota di soggetti disagiati” senza che poi si verifichi “se questo numero sia effettivo e se quei soggetti siano stati davvero impiegati in quell’appalto”. Un campanello d’allarme che dopo quello di alcuni procuratori siciliani sulle Ong, si sposta sul terreno della gestione dei servizi: “Dobbiamo evitare di buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma servono controlli”, dice Cantone. Il segnale vale anche per il decreto Minniti, che rende strutturale la divisione degli appalti in lotti, fino a 4, per far sì che la concorrenza non venga aggirata. Un ottimo punto di partenza, ha detto Cantone. Poi servono i controlli ex post, rafforzando le prefetture, che “non sono Nembo Kid”; le white list per “restringere il numero dei partecipanti alle gare a soggetti pre-monitorati senza restringere la concorrenza”; i contratti con clausole di rescissione in caso di provvedimenti cautelari della magistratura. Insomma, un apparato di strumenti per affrontare un fenomeno che “è ridicolo continuare a chiamare ‘emergenza’”, visto che “dura da anni”. L’ennesima conferma è arrivata oggi, con 22 operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia Costiera che hanno consentito di salvare oltre 2.300 migranti. L’Unicef segnala un aumento record dei bambini: nel 2015-2016, ne sono stati registrati 300mila in 80 Paesi, 4 volte in più rispetto ai 66mila documentati tra 2010 e 2011. Più della metà, 170mila, ha chiesto protezione in Europa; e il 92% di chi è arrivato via mare in Italia era solo o separato dai genitori. Il tema degli arrivi e dei rifugiati si lega a quello dei ricollocamenti e al ruolo dell’Europa. “Si smetta di tergiversare sui ricollocamenti”, ha ammonito Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, che ha chiesto agli Stati membri di rispettare l’impegno a trasferire i 160mila richiedenti asilo dalla Grecia e dall’Italia entro settembre 2017. “La solidarietà necessita di azioni, non solo di parole. Italia e Grecia continuano a essere sottoposte a un’enorme pressione”, ha sottolineato Tajani, invitando “la Commissione europea a garantire il rispetto dello Stato di diritto”.

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