Messina -Orsa: “Far pagare parcheggio a disabili non è legge, è una scelta del sindaco”

venerdì 07 aprile 2017
10:30
disabili

Riceviamo e pubblichiamo – “Signor Sindaco, siamo costretti, ancora una volta, a denunciare la scarsa attenzione dell’Amministrazione comunale nei confronti degli “ultimi” che nei programmi della sua stessa campagna elettorale dovevano essere i protagonisti del rilancio di Messina dal Basso. Dopo le note polemiche per la qualità dell’accoglienza degli immigrati, la mannaia dei burocrati comunali questa volta si abbatte sui disabili con l’indegno, quanto pretestuoso, richiamo della sentenza di cassazione 21271/2009 che secondo il Comune di Messina sarebbe assimilabile a una Legge Nazionale che obbliga i portatori di handicap a pagare il parcheggio nelle strisce blu seppure espongano il contrassegno concesso ai cittadini disabili.

A tal proposito, e anche negli interessi degli Ausiliari del traffico che denunciano imbarazzo nel multare i concittadini disabili, teniamo a precisarle quanto segue:

La difficoltà a muoversi e parcheggiare nelle nostre città è un tratto unificante del territorio nazionale ed era prevedibile che le Amministrazioni Comunali e i Comandi di Polizia Locale usassero la sentenza (impropriamente) come se fosse una norma. E la usassero dopo averne ampiamente distorto il dispositivo. Già nei giorni successivi al deposito della Sentenza (il 5 ottobre 2009), sono apparse numerose notizie che contenevano informazioni e analisi scorrette annunciando che i parcheggi sulle linee blu sono a pagamento anche per le persone in possesso del contrassegno invalidi. La Corte di Cassazione non ha detto questo. Premesso che le Sentenze della Corte di Cassazione rappresentano un’interpretazione normativa, pur autorevole, ma cogente solo per il caso specifico in esame, non sono «legge», né sono vincolanti per altre eventuali sentenze dei giudici ordinari o dei giudici di pace, né abrogano norme e regolamenti in essere. La nota n. 2679 del 21 ottobre 2005 della Direzione Generale per la Motorizzazione Dipartimento per i Trasporti Terrestri – del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aveva stabilito la gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio di persone invalide detentrici di speciale contrassegno. Tale nota sottolineava come il Codice della Strada attribuisca esclusivamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il potere di impartire ai prefetti e agli Enti proprietari delle strade le direttive utili all’applicazione delle norme concernenti la regolamentazione della circolazione sulle strade e conferisca allo stesso la competenza ad impartire le direttive per l’organizzazione della circolazione e della segnaletica.

Si vuole significare che la sentenza di cassazione presa a pretesto dall’Amministrazione non pregiudica la possibilità per il Comune di Messina – relativamente ai parcheggi delimitati da linee blu non custoditi – di deliberare per la loro gratuità a favore dei detentori di «contrassegno invalidi» come di fatto avviene in molti Comuni.

Pertanto Lei, signor Sindaco di Messina, deve armarsi di coraggio civile e dichiarare con estrema sincerità che la decisione di far pagare il parcheggio nelle strisce blu ai messinesi disabili è una scelta di questa amministrazione non una Legge inviolabile e ammettere serenamente che il Comune di Messina non ha alcuna intenzione di deliberare a favore dei portatori di handicap come hanno fatto altri Comuni nel territorio nazionale. Abbia altresì il coraggio di invitare i concittadini che deambulano in carrozzina a scendere dall’auto e procurarsi il necessario grattino per non andare incontro alla multa…

Nonostante tutto comprendiamo l’esigenza dell’Amministrazione di far cassa soprattutto se si tratta dell’azienda ATM che nella narrazione è il fiore all’occhiello della citta ma nei fatti ha già un bilancio fuori dalle misure previste nel piano di riequilibrio. Proprio in ATM esistono misure alternative per evitare il sacrificio dei meno sfortunati, ad esempio, si potrebbe ritoccare il corposo premio annuale che la direzione aziendale incassa puntualmente per “raggiunti obiettivi” che nessuno conosce e nessuno certifica, oppure limitare i enunciati avanzamenti di carriera e di salario di personaggi interni ad ATM che vantano come curriculum cognomi altisonanti. Insomma, Caro Renato, il Sindaco degli ultimi, prima di mettere le mani nelle tasche dei disabili poteva valutare tasche meno sfortunate“.

Mariano Massaro

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