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“L’Asp 5 di Reggio Calabria  e il silenzio degli innocenti”

Riceviamo e pubblichiamo – “La scarsa attenzione dell’ASP 5 nei confronti delle problematiche connesse ad alcune gravi patologie è a tutti nota. E’ noto infatti che diecine di persone in dialisi si recano a Messina tre volte la settimana con disagi inenarrabili (generando un flusso di denaro dalla Calabria alla Sicilia), ma sono meno noti altri, ed altrettanto gravi, limiti che colpiscono elettivamente le persone più gravemente malate, anziane e quindi meno in grado di alzare la voce e far rispettare le loro necessità.

Uno di essi è l’insufficienza della farmacia territoriale. Questa farmacia (in via Willermin dove c’era il dispensario tubercolare) è l’unica dove le persone malate di cancro, leucemia e altre gravissime e patologie possono ritirare i farmaci indispensabili alla loro sopravvivenza. Questi malati (e sono centinaia) o i loro parenti sono costretti a recarsi in questa farmacia una volta al mese per ritirare il farmaco salvavita. La  farmacia, fino l’agosto scorso, aveva un orario di lavoro dignitoso per chi dovesse recarvisi (8,30-12.30 lun-ven e 15-17 un pomeriggio la settimana) 21 ore di lavoro, un po’ poche a fronte delle normali farmacie (che fanno quasi il doppio), ma ancora sufficienti a servire la numerosissima utenza senza enormi disagi.

Da agosto, per motivi non noti all’utenza, la farmacia è aperta solo i giorni dispari, dalle 8.30 alle 12.30 (12 ore per settimana). Questo significa che centinaia di utenti sono costretti ad accalcarsi nel ristretto orario di apertura, con attese anche di diverse ore. La situazione è pesantemente aggravata dal fatto che i malati, sono costretti a trascorrere il più spesso all’aperto seduti sui gradini o in piedi, anche sotto la pioggia o il sole in quanto la “sala d’attesa”, gelata in inverno e torrida in estate, è piccolissima e ha solo 8 posti a sedere (di norma offerti ad anziani in condizioni non ottimali). Ovviamente non ci sono servizi igienici.

Naturalmente non è infrequente che in un ambiente appesantito dal disagio, fra anziani, disabili e sofferenti scoppino delle discussioni o che persone evidentemente sofferenti chiedano di ridurre l’attesa cosa che, in un ambiente esasperato da caldo (o freddo) e ore di bivacco, spesso crea momenti di tensione.

Questa segnalazione, serve solo per dare voce alle persone che, già gravate da pesanti sofferenze legate a malattie come il cancro, leucemie e simili, sperimentano questo problema. Non è necessario documentare quanto detto con foto, basta recarsi in via Willermin, ad esempio, il venerdì alle 11, guardare il cartello che riporta gli orari di apertura e parlare con la gente seduta sui gradini che, come da nostre (buone?) tradizioni accetta ogni sofferenza con rassegnazione o, se fa rimostranze, le presenta agli unici non responsabili, vale a dire al personale di sportello a cui va una menzione di merito per cercare di venire incontro all’utenza aprendo un po’ prima del dovuto.

In sintesi si chiede che la farmacia effettui orario di servizio per almeno 4 ore al giorno e 1 o 2 pomeriggi per settimana in modo da consentire a chi lavora (molte persone con queste malattie sono reinserite nel lavoro) di prelevare i farmaci necessari alla loro sopravvivenza senza assentarsi (per molte ore !) Dal lavoro

Non sono in grado, da utente, di proporre soluzioni, ma si potrebbe prendere spunto da una farmacia privata valutando quante persone vi lavorano, quanti utenti vengono serviti e che orario osserva e riportando nel pubblico la stessa esperienza.

Chiedo sia data a questa notizia la massima diffusione e, anche se a ciò non conseguirà alcun miglioramento nel servizio, credo sia doveroso far sapere che nell’ASP 5 più sei anziano e cronicamente malato più sei costretto a subire”.

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