Festival MigrArtes: musica, cinema, teatro, workshop dal 22 al 30 aprile a Reggio

giovedì 20 aprile 2017
12:49
foto conf. stampa

di Domenico Grillone – Tre concerti, uno spettacolo di teatro civile, uno di pupi siciliani, due produzioni originali di teatro di figura e di strada, una mostra-spettacolo dedicata alle marionette, quattro appuntamenti sulla filmografia mediterranea e quattro workshop gratuiti di scenografia, teatro civile, oggetti scenici di figura e composizione musicale. Tutto questo, ed altro ancora, per il Festival MigrArtes, la manifestazione che si svolgerà dal 22 al 30 aprile tra il Miramare e il Teatro Cilea, con un’incursione finale sul Corso Garibaldi. Presentato nel Salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio, il festival vede innanzitutto la collaborazione tra la Fondazione Horcynus Orca e le associazioni Mana Chuma Teatro, Soledad e Teatro Le Rane.

Un percorso di condivisione artistica e co-progettazione culturale per un progetto (Mediterranean Creative Hub) finanziato dalla Commissione europea (PISU di Reggio Calabria POR FESR 2007-2013 – PAC Calabria 2007-2013). “Si tratta di un evento innovativo – ha esordito uno dei direttori artistici del festival, Massimo Barilla, nel corso della conferenza stampa di presentazione – realizzato, pensato e messo in piedi da un coordinamento di realtà importanti dell’area dello Stretto che già collaborano costantemente. Quattro realtà che hanno immaginato questo festival, in cui si ragiona sulle migrazioni in senso lato, attraverso il quale sono le culture a viaggiare con gli uomini e quindi rappresentano delle opportunità di rinnovamento di questo grande luogo di scambio rappresentato dal Mediterraneo”. “Dal punto di vista delle forme – spiega Barilla – si affrontano tutti i linguaggi artistici con varie sezioni, musica mediterranea, teatro civile, teatro di figura, cinema mediterraneo (i cui titoli sono stati selezionati in questi giorni a Dubai), ma anche delle produzioni in cui si scambiano i vari linguaggi, frutto dei percorsi di formazione. In particolare, il percorso degli spettacoli si accompagna a quattro laboratori, seminari che durano per tutti i 10 giorni del festival per poi confluire in una unica coproduzione multidisciplinare che avrà il suo termine giorno 29 quando si potrà apprezzare un evento di strada sul Corso Garibaldi in cui confluiranno, appunto, il laboratorio teatrale, di scenografia, di composizione musicale ed uno di teatro di figura realizzato con giovani migranti non accompagnati”.

Per il delegato alla Cultura, Franco Arcidiaco, “l’utilizzo virtuoso dei fondi europei ha ancora una volta prodotto una collaborazione con gruppi culturali ed artistici della città di altissimo livello. Questo è uno dei quattro progetti che hanno vinto il bando cultura Pisu e che si è dimostrato di grandissima qualità”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Consiglio comunale, Demetrio Delfino per il quale “in questi ultimi tre mesi si è assistito ad una ampia concentrazione di arte e cultura, ed il Comune quest’anno ha avuto una attenzione particolare in questo versante. Ringraziamo le associazioni che hanno partecipato e che hanno vinto il bando. Proprio per questo gli spettacoli che si andranno a vedere sono di alto livello come, ad esempio, il ritorno al Cilea di Giuseppe Gullotta con il suo spettacolo. Siamo contenti di come stanno andando le cose, perché la cultura in passato era stata un po’ trascurata e fino a quando i fondi europei danno queste possibilità, sarebbe stupido non coglierle, sfruttarle”.

Di seguito il programma dettagliato del festival:

Dal 22 al 30 aprile al Miramare è aperta al pubblico la mostra-spettacolo “Storie appese a un filo” a cura del Teatro Le Rane. Un viaggio poetico nel mondo del teatro di figura attraverso la raccolta ventennale di marionette e oggetti di scena dell’associazione. L’obiettivo non è mostrare ma suggerire il complesso sistema poetico che precede la nascita di uno spettacolo. Magie che trasformano legno, fili, polistirolo, stoffe, merletti, biglie e oggetti di scarto in personaggi che raccontano storie.

 

Sempre sabato 22 aprile alle ore 21.00 il Miramare ospita il concerto del Carmen Souza trio (Carmen Souza voce e chitarra, Theo Pascal contrabbasso, Elias Kacomanolis batteria). Ritmi africani e tradizione jazz, in un’atmosfera intima e acustica, per la cantante portoghese di origini capoverdiane, che nella tappa reggina del suo tour presenterà il cd “Creology”. La musica in questo disco viaggia su rotte transatlantiche, dai paesi portoghesi ex coloniali come Capo Verde, Mozambico, Angola, attraversando il mare per raggiungere Brasile e Cuba, fino a lambire le coste di New Orleans. Ritmi come Batuque, Funana, Semba, Quilapanga, afro-brasiliana e suoni cubani miscelati, per creare quello che la critica ha ribattezzato il Souza Pascal AfroSound. Un sound unico che David Sylvian ha definito «il soul del mondo del ventunesimo secolo».

 

Domenica 23 aprile alle ore 21 al Teatro Cilea, nuova replica cittadina per “Come un granello di sabbia – Giuseppe Gulotta, storia di un innocente” che torna in città dopo il successo ottenuto alla prima del 2015, il secondo posto al Premio IN-BOX Blu 2016, la tournée nazionale e le matinée con oltre 500 studenti dello scorso 5 aprile. Lo spettacolo di Mana Chuma Teatro racconta la storia di Giuseppe Gulotta, vittima di uno degli errori giudiziari più clamorosi della storia italiana. Un calvario lungo oltre 36 anni, con 22 di ingiusta detenzione, conclusosi con 6 milioni e mezzo di euro di risarcimento. Arrestato a 18 anni e costretto a confessare con la tortura l’omicidio di due carabinieri, Gulotta e altri presunti complici diventano capri espiatori di un delitto che coinvolge servizi segreti, uomini dello Stato e neofascisti.

La data scelta per la replica reggina, che coincide con la festività di San Giorgio, patrono della città, è stata concordata con l’Amministrazione Comunale a sottolineare, simbolicamente e concretamente, il forte rapporto che lega Giuseppe Gulotta alla città dello Stretto, luogo in cui la sua lunghissima odissea ha trovato finalmente giustizia.

 

Martedì 25 aprile alle ore 18.00 tocca allo spettacolo di pupi siciliani “Orlando e l’Incanto della Fata Morgana” di Antonino e Giuseppe Viola, compagnia teatrale Thalìa, pupi di Martino Rabuazzo. L’Opera dei Pupi di tradizione catanese è una forma espressiva antichissima, che si compone di tecniche e azioni performative semplici e complesse al tempo stesso, presente anche sul territorio reggino almeno fin dagli anni Sessanta. Lo spettacolo, ambientato davanti al mare dello Stretto di Messina, intreccia una vicenda di amori, follie e gesta cavalleresche con protagonisti Orlando e i Paladini di Francia, vittime dell’incanto malefico della Fata Morgana.

 

Da mercoledì 26 aprile fino a sabato 29 alle ore 21.00 il Miramare ospiterà il ciclo di proiezioni della Rassegna di cinematografia “Mare di cinema arabo” a cura di Erfan Rashid, giornalista e direttore dei programmi arabi del Festival Internazionale del Film di Dubai. Cinque lungometraggi e altrettanti corti per un viaggio in tre città, Il Cairo, Beirut e Baghdad, che in passato si sono incrociate grazie alla cultura e oggi vivono momenti tragici. I film scelti, molti anteprime nazionali ed europee, sono un omaggio al contributo delle donne alla resistenza della società arabe contro l’oscurantismo. Non mancherà uno sguardo all’Italia tra migrazioni e diritto di cittadinanza.

 

Giovedì 27 aprile alle ore 21.30 MigrArtes propone il concerto del duo Ilaria Graziano e Francesco Forni. Autrice e interprete dalla voce straordinaria lei, chitarrista e compositore di grande talento lui, il loro album di esordio “From Bedlam to Lenane” (2012) è stato definito da Il Venerdì de la Repubblica «tra i più bei cd italiani degli ultimi cinque anni» e da Blow Up «un seducente meticciato Folk». Nel 2013 il secondo album, “Come2Me”, conferma il successo con undici brani originali nati da un immaginario che ritroviamo nei romanzi di pirati, nei western, nei blues rurali. Nel 2015 la consacrazione internazionale del duo, la ristampa dei dischi con l’aggiunta di brani inediti e la distribuzione in tutta Europa, Stati Uniti e Giappone, con ospitate, live e rotazioni sulle principali stazioni radio di settore.

 

Sabato 29 aprile il festival MigrArtes va incontro alla città, con la sfilata de “La barca del sole” sul Corso Garibaldi alle ore 18.00. L’evento, produzione originale multidisciplinare di strada, è l’esito condiviso dei laboratori attivi per tutta la durata del festival al Miramare: quello di teatro civile curato da Salvatore Arena e Massimo Barilla; quello di composizione musicale a cura di Luigi Polimeni; quello di scenografia a cura di Aldo Zucco; e “Valigie di cartone”, laboratorio di animazione di oggetti e teatro di figura per giovani migranti non accompagnati a cura di Maria Grazia Bono e Caterina Morano del Teatro delle Rane, in collaborazione con ARCI Provinciale Reggio Calabria, nell’ambito dei progetti “SPRAR Approdi Mediterranei” e “Associazione Abakhi – Casa Anawim Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati”.

 

Domenica 30 aprile la chiusura è affidata alle 18.00 al Miramare allo studio per “Giufà”, lettura scenica della produzione originale di teatro di figura firmata Teatro delle Rane e Mana Chuma Teatro. Protagonista sul palco una figura, quella di Giufà, presente in tutto il bacino del Mediterraneo con vari nomi (Guha, Diehà, Nasreddin Hocà, Juha) e particolarmente cara alla tradizione locale.

Alle 21.30, si cambia ritmo con il concerto della Barcelona Gipsy balKan Orchestra (BGKO), uno dei gruppi con maggior respiro internazionale del panorama musicale spagnolo (Sandra Sangiao voce, Mattia Schirosa fisarmonica, Julien Chanal chitarra, Ivan Kovacevic contrabbasso, Stelios Togias percussioni, Dani Carbonell clarinetto) che presenta il suo nuovo disco “Del Ebro al Danubio”. Le sonorità contemporanee della BGKO nascono dall’esplorazione dei timbri e delle varietà della musica balcanica e della tradizione klezmer e rom, che supera i confini geografici e si nutre di tutte le culture che storicamente hanno convissuto in quest’area (aschenaziti, ebrei e sefarditi, gipsy, ottomani, arabi) ma anche dagli influssi contemporanei dalla scena musicale di Barcellona e latino americana, delle canzoni tradizionali catalane, italiane, greche, russe e del Medio Oriente, delle sonorità vibranti del jazz, del flamenco, del jazz manouche e della musica rockabilly.

Tutti gli eventi del festival MigrArtes sono gratuiti e a libero accesso, esclusi i concerti e lo spettacolo “Come un granello di sabbia”, per cui è previsto il biglietto d’ingresso di 5 euro

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