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Sette persone segnalate nel vibonese all’autorità giudiziaria dai Forestali

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vallelonga (VV) hanno colto sul fatto 6 persone di nazionalità straniera mentre esercitavano la pesca abusiva all’interno del Lago Angitola. Una settima persona invece è stata denunciata per violazione alla normativa paesaggistica ambientale ed urbanistica nel Comune di Vallelonga.

 

 

Mongiana (VV), 31 marzo 2017 – Sette persone deferite all’Autorità Giudiziaria competente per reati perpetrati in violazione alla legge sulle aree protette, sul vincolo paesaggistico ed alla normativa urbanistico-edilizia. Questo è il risultato di due distinte operazioni svolte nei giorni addietro dagli agenti della Stazione Carabinieri Forestale di Vallelonga (VV).

La prima operazione ha consentito di accertare l’esercizio abusivo della pesca in zona protetta. I sei soggetti di origine ucraina, moldava, russa e rumena segnalati presso la competente Autorità Giudiziaria per violazione alla normativa in materia di aree protette, stavano praticando l’attività di pesca, con l’ausilio di canne telescopiche dotate di mulinello, all’interno del Lago Angitola, dichiarato Oasi di protezione della fauna (Zona di Protezione Speciale), inserito nell’elenco delle zone umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar, ascritto nell’elenco dei Siti d’Importanza Comunitaria (SIC), nonché rientrante all’interno della perimetrazione del Parco Naturale Regionale delle Serre.

Agli stessi, tra l’altro senza neanche il possesso della licenza di pesca, i militari operanti ponevano sotto sequestro le canne da pesca.

Detta operazione si va ad annoverare ai medesimi interventi effettuati in passato grazie alla costante opera di vigilanza e monitoraggio dell’Oasi dell’Angitola da parte del personale dei Carabinieri Forestali.

La seconda operazione, in località Perricaso di Vallelonga, ha permesso di risalire all’autore della realizzazione di un tratto di pista avente una lunghezza di circa 800 metri all’interno di un’area boscata, con il conseguente abbattimento e sradicamento di circa 30 piante di alto fusto della specie di faggio, roverella e castagno.

Considerato che il tutto era avvenuto in totale assenza di titoli autorizzativi, il responsabile è stato deferito a piede libero presso la competente Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere delle violazioni al vincolo paesaggistico-ambientale ed alla normativa urbanistico-edilizia.

 

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