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Allo Sprar di Cardeto lo storytelling di sociologia della musica

Allo Sprar di Cardeto lo storytelling di sociologia della musica

“Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana”, la citazione di Albert Einstein è l’inizio di un trailer che testimonia l’attività del progetto Sprar di Cardeto, con l’arrivo delle prime famiglie a ottobre dello scorso anno ed una sequenza di fotografie che tracciano i momenti di condivisione degli ultimi mesi. La dott.ssa Maria Pia Russo psicologa e coordinatrice del progetto riesce a spiegare bene e con rapida sintesi ,le finalità dell’accoglienza di immigrati e le attività della Cooperativa Sociale Onlus “Marzo 78” ente gestore dello Sprar. La sala animazione dello Sprar è piena di gente ed al lato del palco sono esposti dischi in vinile,cd, musicassette riviste e libri musicali.Lo storytelling ”Dai Ritmi tribali alla musica liquida” inizia, con le immagini in video della musica africana e si snoda con rapidità nel racconto del sociologo Fulvio D’Ascola ,che sottolinea le connessioni territorio ,danza e musica tra Taranta ,Tarantella,Musica e ballo sardo, Flamenco, Sevillana e Fado.Il pubblico è attento e viene coinvolto quando si parla di musica italiana da Gorni Kramer e Quartetto Cetra , dal bel canto di Luciano Tajoli,agli urlatori con Tony Dallara,fino ad arrivare a Domenico Modugno e proseguire con gli Showmen di Mario Musella. I video e le canzoni si uniscono alle parole e al racconto ,con i colori vintage di un filmato londinese dei Procol Harum con “A whiter Shade of Pale “,il tempo scorre in fretta ,fino agli ultimi frame di Rock Progressivo con Osanna,Banco del Mutuo Soccorso, finendo con i cantautori Claudio Lolli e Fabrizio De Andrè e la conclusione con Sergio Caputo e con Samuele Bersani “l’importanza e la bellezza dei testi, con il coraggio delle parole come Pescatore d’asterischi,che è un insieme di immaginario e metafora.”
”Abbiamo bisogno della musica,da ascoltare,da leggere,per non essere mai soli “ conclude cosi Fulvio D’Ascola.Tutto finisce tra gli applausi ,con lo showcase successivo dell’ensemble musicale “Corde Libere” diretto dal maestro Alessandro Calcaramo .Tra i due momenti musicali,sulla ribalta salgono l’assessore alla cultura del Comune di Cardeto Eleonora Megale e Giovanni Fotia responsabile operativo e referente banca dati del progetto Sprar che ringraziano il pubblico presente ,i responsabili delle forze dell’ordine ,la comunità di Cardeto .La musica ritorna con tre brani eseguiti dalle “Corde Libere”,chitarra ,mandolino e percussioni, diretti dal maestro Calcaramo, con il pubblico che viene coinvolto nel ballo.“La musica,i racconti ,la condivisione, sono gli elementi fondanti di una bella serata ,con gli occhi degli immigrati sorridenti ,con gli sguardi che fanno capire quanto sia importante essere un luogo in cui arrivare ,per dare speranze a chi ricomincia la vita in luoghi lontani dalle proprie radici. 18 marzo 2017 ,una data da ricordare ,Cardeto ha vinto la sfida, ”Dai ritmi tribali alla musica liquida” ,per un luogo ed una comunità che attraverso la cultura vuole diventare volano di turismo e accoglienza.

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