Reggio – All’Assemblea pubblica, Falcomatà: “Smantelleremo il ghetto di Arghillà”

mercoledì 11 gennaio 2017
20:49
Assemblea pubblica ReggioNonTace

di Grazia Candido – Dalla spinosa questione degli alloggi popolari all’istituzione del registro tumori e all’attivazione degli strumenti di partecipazione. Questi i temi particolarmente “caldi” e delicati, affrontati nel tardo pomeriggio di oggi alla Sala Versace del “Cedir” dove si è tenuta l’assemblea pubblica promossa dal movimento ReggioNonTace e alla quale ha partecipato la nuova consiliatura. Per la prima uscita del nuovo esecutivo Falcomatà, si è cercato di dare alla comunità presente risposte ma soprattutto “tirare fuori i cittadini da quel tunnel di sfiducia nelle istituzioni avvicinandoli ed impegnandoli a quel percorso volto al confronto aperto e leale con chi ha responsabilità di governo”. Durante l’assemblea che si è conclusa con la votazione di un verbale con le relative proposte attinenti i temi all’Odg che sarà oggetto di comunicazione al primo Consiglio comunale utile, si sono registrati validi interventi dei promotori dell’iniziativa e cittadini che, in 3 minuti, hanno provato a dire la loro. Di certo, tutti erano d’accordo sul compito del Comune che “deve creare una nuova modalità di approccio con i suoi cittadini” ma anche “salvaguardare i diritti di chi ne ha davvero bisogno”. E proprio sugli alloggi popolari e sull’ultima graduatoria del 2012 dopo la quale non ci sono state più assegnazioni, il primo cittadino Falcomatà ci tiene a mettere il punto sull’operato della sua Amministrazione di “scardinare una consuetudine sbagliata, un’abitudine consolidata negli anni secondo la quale si poteva andare oltre quella che era la graduatoria e quindi, si è abusato di quelle che erano le assegnazioni extra bando. Naturalmente, questo ha dato nei cittadini più bisognosi la percezione che si potesse fare abitualmente così ma bisogna mettere ordine ad un settore nel quale si deve recuperare una graduatoria, si devono verificare quelli che sono gli alloggi formalmente liberi ma in realtà occupati, quelli occupati da chi non ha più il titolo e per poterlo fare, ci vuole del tempo. Per come si è consolidata questa abitudine, sia per l’Amministrazione comunale che per la Polizia Municipale non è facile sistemare velocemente il gap. Proprio per questo – continua il sindaco – è stato istituito un Comitato Ordine e Sicurezza in Prefettura affinchè nel settore edilizia sia ripristinata la legalità e la trasparenza nella gestione e nell’assegnazione. Inoltre, è stato individuato un assessorato con delega specifica all’Edilizia residenziale pubblica, alle Politiche della casa con un obiettivo ben preciso, un unicum nella storia politica e amministrativa di questa città che porterà a smantellare il Ghetto di Arghillà”.
Il primo cittadino invita i presenti a non “avere paura delle parole: ghetto significa marginalità, emarginazione, significa una condizione in cui la legalità non è garantita, una sorta di enclave all’interno della città. Noi non possiamo girarci dall’altra parte – tuona Falcomatà – Arghillà è una delle realtà paesaggistiche più bella della nostra città e non può essere conosciuta dai cittadini come un “non luogo” nel quale la civiltà, l’educazione e la legalità non entrano o per lo meno, non entrano più. Quindi, dobbiamo affrontare questo problema in maniera decisa”.
Tra gli interventi è stato ampiamente chiesto alla neo Giunta, l’attivazione degli strumenti di partecipazione perché è indispensabile che i cittadini abbiano accesso agli strumenti per una reale partecipazione alle decisioni ed alle politiche che riguardano la città ma soprattutto, l’attivazione del registro tumori visto che nella nostra terra l’aumento di malati è allarmante. L’attivazione del registro tumori nella città metropolitana, secondo i responsabili di ReggioNonTace Giuseppe Licordari e Pasquale Costantino, permetterà più facilmente di comprenderne le cause e aiuterà a fare prevenzione. Inoltre, al Sindaco che è garante della salute dei cittadini, è stato chiesto di usare tutta la sua autorità perchè “gli organi competenti dell’Asp possano porre rimedio a questa ingiustificabile carenza”.

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