Rosarno (RC) – Occupazione villaggio: “Se Stato fallisce si è preda della ‘ndrangheta”

sabato 29 ottobre 2016
9:14
Occupazione Villaggio Solidarietà

Lettera inviata al presidente della Repubblica, a Matteo Renzi, al ministro dell’Interno Angelino Alfano e Luciano Poletti del Lavoro, ma anche al prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari ed al questore Raffaele Grassi. Il Gruppo Consiliare “Insieme per Rosarno”, scrive proprio a tutti, anche al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, tutte le Forze dell’Ordine ed il Sindaco di Rosarno. Argomento della missiva la difficile situazione che si è creata nella struttura del Villaggio della Solidarietà, sito sulla Strada Provinciale Rosarno-Laureana di Borrello, occupato da 12 famiglie bisognose e disperate della Città di Rosarno.

I Consiglieri Comunali hanno premesso “La crisi evidente dell’agricoltura, la mancanza di sviluppo dell’area portuale, la chiusura di quasi tutte le aziende site nell’area industriale di Gioia Tauro, la mancanza di iniziative di qualsiasi genere, hanno messo in ginocchio l’intero territorio. Intere famiglie vivono con la pensione dei nonni o dei vecchi genitori e una generazione di giovani che non possono nemmeno avere la possibilità di sposarsi ed avere figli. E quelli che lo hanno fatto ora non sanno come poter sfamare moglie e figli. In una situazione del genere è chiaro che molte persone possono diventare facile preda della ‘ndrangheta che offre possibilità diverse e che consente facili arricchimenti e un vivere senza problemi economici. Le Forze dell’Ordine e la Magistratura stanno operando con grandissimo impegno e con risultati eccellenti e stupefacenti, ma se non si da, specialmente ai giovani, la possibilità di lavorare nella legalità, si rischia di perdere la “guerra” iniziata dalle Istituzioni proficuamente e con coraggio da molti anni. Oggi a Rosarno e nell’intera Piana non si trova un posto di lavoro nemmeno a pagarlo a peso d’oro! Vi è una disperazione ed una povertà profonda, oltre che una tensione pesantissima allorquando un padre di famiglia non riesce a sfamare i propri figli e tornando a casa non sa cosi dire”. Precisando che “pur ritenendo non corretta l’occupazione, stanno sostenendo la causa di queste famiglie disperate sia per evidente spirito umanitario e solidale, specialmente nei confronti di tanti bambini che hanno il diritto di poter vivere una vita normale, che per denunciare con forza la illegalità, certamente molto più grave, di oltre 1,5 milioni di euro buttati a mare. Per la costruzione dei suddetti moduli si sono spesi importanti fondi pubblici ed ora il suddetto bene è abbandonato da almeno due anni e totalmente devastato”. Nella loro forte segnalazione hanno puntualizzato: “Qual è la condotta più grave: quella di una famiglia di disperati che tenta di trovare un tetto ai propri figli o quella di soggetti, con regolare retribuzione e/o indennità, che non svolgono il proprio lavoro, per il quale sono pagati profumatamente, diligentemente e nel rispetto della legge? Certamente, è molto più grave che, in un momento di pesante crisi economia e sociale, vengono realizzate delle opere pubbliche, per sopperire a tali bisogni primari, che poi, però, si abbandonano e si lasciano liberamente saccheggiare da vandali e ladri. Un fatto gravissimo sia sotto l’aspetto morale che legale”. Su tali indicazioni hanno posto anche l’accento su: “Specialmente se il terreno è stato confiscato alla ‘ndrangheta e non si riesce così ad utilizzare. Un messaggio gravissimo che potrebbe anche nascondere quelle collusioni tra criminalità organizzata e soggetti politici e della cosiddetta società civile che spesso sono emerse nelle ultime indagini della Dda di Reggio Calabria. Un bene confiscato alla ‘ndrangheta e non utilizzato è una sconfitta per lo Stato”. In conclusione il gruppo Insieme per Rosarno ha chiesto espressamente che le Autorità destinatarie della segnalazione assumano tutte quelle iniziative necessarie per ripristinare la legalità e fornire ai cittadini rosarnesi, come a tutti gli italiani, quella dignità calpestata e dimenticata, consentendo loro di poter vivere adeguatamente e nel decoro che un essere umano, qualsiasi sia il colore della pelle, possa avere un lavoro ed una casa, ribadendo: “Questa minoranza lotterà fino in fondo a che venga accertata, prima di tutto, la verità sulle eventuali responsabilità di chi ha consentito il saccheggio più assoluto di tale opera pubblica e sulla possibile collusione con la criminalità organizzata, e, nel contempo, cercherà di trovare delle soluzioni legali affinchè chi ha miseramente bisogno possa essere aiutato e sostenuto, con spirito di solidarietà ed umanità vera”. Infine, hanno invitato tutti i destinatari della missiva a visitare il Villaggio Italia per comprendere veramente cosa sia successo e come sia difficile la situazione a Rosarno, ove vi è il rischio, nelle prossime settimane, di una rivolta pesante sia da parte dei migranti che non potranno avere alcun lavoro e sia dei cittadini disperati che non riescono più a sopravvivere. Gli stessi si sono anche chiesti come sia possibile che un bene confiscato alla ‘ndrangheta possa rimanere abbandonato e non utilizzato per diversi anni dopo una spesa da parte dello Stato di quasi 2 milioni di euro. “E’ questo – concludono – il fatto inquietante che indigna i cittadini onesti di Rosarno e per il quale si chiede chiarezza”.

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