Reggio – Conclusa la due giorni del Master in Mediazione Penale e Culturale

sabato 15 ottobre 2016
13:46
università dante alighieri

La sociologa e docente universitaria Marianella Sclavi, esperta di etnografia urbana, arte di ascoltare e gestione creativa dei conflitti,  da anni impegnata nella realizzazione di progetti di risanamento dei quartieri in crisi, ha tenuto due giorni di lezione al Master Universitario di primo Livello in Mediazione Penale e Culturale, presso l’Universita’ per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.
Il Master, organizzato dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con il Centro di Ricerca MEDAlics,  il Cisme e la “Dante Alighieri”, sta proseguendo le proprie attività formative con il coinvolgimento di illustri esperti, sia nazionali che operanti nella nostra realtà territoriale, mantenendo la formazione nell’ambito degli studi giuridici ma con la giustapposizione di un certo numero di discipline extra-giuridiche, essenziali per il più proficuo inserimento dei mediatori nell’universo dell’amministrazione della giustizia penale.
In tale ottica si è innestato l’insegnamento della prof.ssa Sclavi, incentrato sui “fondamenti epistemologici dell’ascolto attivo”.
Per vero, i mediatori esperti in questi campi, che sono chiamati a lavorare sul conflitto nascente dal reato e a gestire al meglio le complesse relazioni che ne scaturiscono, necessitano di una formazione specifica e culturalmente orientata ad organizzare e accompagnare il percorso di giustizia riparativa in ogni sua fase.
Il Master in effetti abbraccia tutte le fasi processuali e di esecuzione penale nelle quali può fruttuosamente intervenire la figura del mediatore.
In tal senso sono già intervenuti, fra gli altri,  la Prof.ssa Francesca Panuccio, curatrice del modulo di Diritto minorile, la prof.ssa Tiziana Tarsia, curatrice del modulo di Sociologia del conflitto e lo stesso Garante, avv. Agostino Siviglia, che è Direttore organizzativo del Master e curatore dei moduli in materia giuridico-penale, ai quali hanno già preso parte il Magistrato Domenico Santoro, l’avv. Carlo Morace e nelle prossime lezioni prenderanno parte i Magistrati Massimo Minniti, Daniela Tortorella, Carlo Indellicati ed il Sostituto Procuratore della DDA Giuseppe Lombardo, insieme ad altri esperti di mediazione penale ed al Garante Nazionale, prof. Mauro Palma, che parteciperanno ad alcuni seminari formativi previsti nell’offerta didattica del Master.
Il Garante Agostino Siviglia ha avuto modo di ribadire in più occasioni la rilevanza cruciale, ancor più alle nostre latitudini, di una capacità di intervento professionale e qualificata, multidisciplinare ed integrata, al fine di trasmettere, nell’alveo della giustizia riparativa, una cultura alternativa a quella della sottocultura criminale, innestata però, ed è questa la novità principale, all’interno del procedimento giurisdizionale, in modo da strutturarsi stabilmente nell’ambito del complesso sistema della giustizia penale, abbracciando virtuosamente l’ambito sociale e comunitario.
Le difficoltà della trasmissione di una simile impostazione strutturale e sistemica non mancano, così come non mancano i positivi risultati fin qui prodotti, in particolare in tema di lavori volontari e gratuiti in favore della collettività, attualmente, in corso da parte di alcuni detenuti della Casa Circondariale di Arghilla’, ragion per cui, nonostante il continuo rischio di una “burocratizzazione dei diritti”, più volte esecrata nel corso degli Stati Generali dell’Esecuzione penale, nell’alveo dei quali si innesta l’organizzazione formativa del Master e le consequenziali attività concrete da realizzare sul territorio di riferimento, permane la risoluta prospettiva dell’innesco di positivi processi di cambiamento giuridico e sociale.
Ed i corsisti sembrano davvero apprezzare l’offerta formativa, con la speranza di potere presto esercitare  le competenze acquisite nei complessi ambiti di intervento, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare, qualificando, una cultura alternativa a quella deviante, fondata sulla giustizia riparativa, la mediazione penale  e la legale possibilità di una chance concreta di scelta di vita positiva.

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