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Zagami

La Calabria che convince l’America. Il futuro è nelle relazioni

Un giovane calabrese, reggino per la precisione, rappresenta in questo momento un vero e proprio ponte di collegamento tra la Calabria e gli Stati Uniti d’America. Paolo Zagami, 40 anni, da un anno è il responsabile e il delegato dell’American Chamber of Commerce presso la Regione Calabria. E’ stato lui il deus ex machina della recente visita ufficiale in Calabria dell’Ambasciatore americano a Roma John Phillips. Paolo, grazie ai suoi rapporti istituzionali nonché personali con l’Ambasciatore, è riuscito a portarlo per tre giorni nella nostra regione e a farlo incontrare con le istituzioni regionali e locali. Lo ha detto lo stesso alto diplomatico americano durante un’incontro con le associazioni degli imprenditori calabresi, ringraziando Paolo Zagami per aver insistito così tanto per la concretizzazione di questo suo viaggio. Il giovane Paolo è  l’unico professionista italiano accreditato sia presso l’Ambasciata degli Stati Uniti di Roma sia presso il Consolato Italiano di New York. Fondatore e Direttore Regionale di Italia Futura Calabria e responsabile locale della Associazione “Il Trust in Italia”. Avvocato esperto in Diritto Internazionale Privato, vive e lavora tra Roma, Reggio Calabria, Londra, New York e Toronto.

Laureato alla Luiss Guido Carli con il massimo dei voti, ha conseguito un  Master a New York in Real Estate. Titolare e fondatore dello Studio Legale Internazionale Zagamilaw. Registrato come English Solicitor presso la Law Society britannica ed abilitato ad esercitare in tutta Europa come Registered European Lawyer presso la Solicitor Regulation Authority.

Paolo è anche professore a contratto di Diritto Commerciale presso l’Università “Mediterranea”. Docente in corsi di Legal English ed abitualmente relatore in Convegni in Italia ed all’estero. Presidente del Comitato Scientifico del “Centro Studi per il Diritto Internazionale Privato” e Vicepresidente della Associazione “European Lawyers Events”. Il suo curriculum è lungo e ricco e adesso, dal 2015, si è arricchito anche del prestigiosissimo ruolo di responsabile e il delegato dell’American Chamber of Commerce presso la Regione Calabria.

Si tratta di  un’organizzazione privata senza scopo di lucro, affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C., la Confindustria statunitense, della quale fanno parte oltre tre milioni di imprese. La Camera è anche socio fondatore dell’European Council of American Chambers of Commerce, l’organismo che tutela il libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti.
AmCham ha lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche e culturali tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei propri associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi e di diffondere tra i propri associati le informazioni relative alla propria attività.

Ma torniamo a Paolo Zagami, che rappresenta la AmCham in Calabria e che abbiamo incontrato ed intervistato in occasione della visita dell’Ambasciatore Phillips.

Come è iniziato questo tuo percorso che ti ha portato a realizzare questo ponte di collegamento tra Italia e America?

Quasi per caso, come primo aggancio. Per innamoramento, a livello costruttivo e fattivo. In realtà  nel 2006, a 30 anni, feci il mio primo viaggio in America e già me ne innamorai.  Ma la vera svolta l’ho avuta nel 2008 quando andai a New York  per un master. In quell’occasione mi si è aperto un mondo. Gli Usa sono diventati il mio modello, non tanto a livello giuridico, poiché la patria di questo sapere rimane l’Italia, dove nacque il diritto romano. Ma, mentre in Italia abbiamo un approccio problematico con ogni tipo di questione, in America vi è un senso pratico superiore a quello degli Italiani. Gli americani riescono, ad esempio, a conciliare benissimo la vita professionale con quella privata.  New York  è una città straordinaria.  Ogni volta che torno da lì sento ancora una quantità enorme di adrenalina in corpo, una grande voglia di fare. New York è una  città adrenalinica e per me è gli Stati Uniti. Mi sono accostato all’ambasciata americana diventando uno dei loro avvocati, così come al consolato. Ma i miei sono diventati anche rapporti di amicizia personale anche con l’ambasciatore e altri diplomatici. L’ambasciatore Phillips è stato anche al mio matrimonio. Entrare nell’ American Chamber è stata un pò una logica conseguenza. L’AmCham l’anno scorso ha celebrato i suoi 100 anni di vita. Aveva rappresentanti in tutta Italia tranne che in Calabria e in qualche altra regione. Non era semplice trovare un delegato qui perché probabilmente vi era timore ad affidare questioni delicate a persone che non fossero di fiducia, con il rischio che fossero magari associati a malaffare e corruzione. Poi hanno voluto fidarsi di me, dopo avermi conosciuto bene. Hanno pensato che fossi la  persona giusta e da luglio 2015 mi hanno affidato questo ruolo. In realtà sono stati gli americani a volermi, posso dire di essere stato  “raccomandato” da loro.

Anche se questa chance in Calabria si è aperta da solo un anno, quante imprese calabresi hanno manifestato interesse nei confronti dell’AmCham e dei suoi servizi?

Tantissime e soprattutto le più importanti e grosse delle regione. La visita dell’ambasciatore è servita anche a questo. La contrattazione è avviata con le maggiori aziende che sono state anche presenti all’incontro con Phillips. In Calabria le realtà imprenditoriali che possono   permettersi di entrare nel mercato americano non sono tantissime, parliamo di una decina. Questo perché il mercato statunitense è enorme e bisogna avere strutture all’altezza per potervi competere. Però le grandi imprese calabresi sono tutte molto interessate e da parte di diverse associazioni come Confcommercio e Confagricoltura mi è stato esplicitamente richiesto di organizzare altri incontri per programmare e concretizzare i progetti ambiziosi che abbiamo valutato insieme.

Come sta cambiando la Calabria rispetto alla sua proiezione sui mercati internazionali?

Le missioni commerciali  e di iniziativa economica sono lettera morta e non hanno seguito se non sono supportate dalle istituzioni politiche. Questo, la classe politica calabrese lo deve capire. Noi non vogliamo soldi, quelli già li abbiamo, vogliamo invece una sponda e un supporto e soprattutto maggiore attenzione.  Va compresa l’importanza delle relazioni che oggi sono fondamentali perché i grandi affari si basano proprio su questo.  Da reggino che ama la Calabria sono convinto che la nostra terra può risalire la china solo se trova denaro fresco che viene dall’estero e questo può succedere  con le imprese statunitensi che potrebbero venire qui ad investire. Ma lo faranno solo se invogliate, se messe nelle condizioni di lavorare bene. Basta guardare a cosa è successo a Gioia Tauro dove è saltato l’ accordo firmato con Lcv Capital Management (la società investitrice), avrebbe portato in Calabria 400 unità lavorative nel primo anno con un obiettivo fissato a circa 800 a regime. Questa vicenda ancora non si è chiarita ma la verità è che  la politica calabrese, contrariamente a quanto avviene in  altre regioni, non ha capito l’importanza delle relazioni con le imprese estere. E pensare che in America vivono milioni di calabresi che non vedono l’ora di avere rapporti con la loro regione di origine. Gli Stati Uniti sono la “potenza” economica nel mondo intero e non capisco perché, proprio noi che abbiamo anche rapporti storici profondi con quel paese, non ci diamo abbastanza da fare per creare una rete di rapporti efficace. Anzi, aggiungo che i responsabili della AmCham delle altre regioni vengono chiamati dai politici e non il contrario. Li comprendono l’importanza di certi rapporti, contrariamente a quanto accade in Calabria.

Il 14 e 15 ottobre a New York  si terrà un evento importante poiché la AmCham parteciperà al Niaf Event della National Italian American Foundation.

Si, si tratta dell’ associazione di italo americani più importante degli Usa che si occupa di  favorire rapporti tra i due paesi con tante iniziative. Sarà un week and  ricco di esposizioni convegni, incontri su tematiche letterarie e culturali, a cui partecipa tanta gente. L’anno scorso ha partecipato anche il presidente Obama. Io sarò presente come delegato della  AmCham per rappresentare gli interessi della Calabria. Il tutto “non” a spese della Calabria perché, ripeto, noi non vogliamo soldi pubblici. La Niaf ha una fortissima base calabrese e siciliana. Durante l’evento saranno premiati italiani come  sara premiato Tony Renis e la Lavazza. Loro sì che, seppure in ambiti totalmente diversi, hanno saputo sviluppare rapporti con gli Usa come occasione per fare business!

Marina Malara

 

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