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Reggio – Tombe monumentali Catona sparite: “Basta scempi. Comune faccia qualcosa”

Stanno sparendo quasi tutte le tombe monumentali al cimitero di Catona. E’ quanto notano i cittadini non residenti che tornando in estate nella loro terra di origine prendono atto di quanto accade, nel più assordante silenzio dei più, e intendono elevare un grido di allarme perché si ponga fine al ritenuto ‘scempio’ e si provveda a tutelare il patrimonio artistico di quelle tombe costruite in epoca precedente al terremoto del 1908 che ancora si conservano in buono stato sia pure con l’ovvia usura provocata dal passare del tempo. E’ incomprensibile come l’attuale locale Amministrazione comunale non si periti, se necessario, né pare si siano preoccupate quelle precedenti, di cambiare il vigente regolamento cimiteriale.

Infatti, si ritiene che quanto sia avvenuto o continua ad accadere, evidentemente, è perché è stato consentito di poterlo fare. Si vuole rifiutare di pensare che quanto evidenziato si sia realizzato in spregio alle disposizioni regolamentari, anche se permane il dubbio che tale modo di fare non sia completamente corretto amministrativamente.

A parere di chi scrive per mantenere in piedi le tombe “storiche” è da evitare la concessione dell’autorizzazione alla loro rimozione per fare posto, previa concessione del suolo ai privati, alla costruzione di cappelle di famiglia e/o loculi pluriposto nella zona centrale che costituisce il cuore “antico” del cimitero.

Se la capienza dell’attuale cimitero è verosimilmente insufficiente è, piuttosto, necessario provvedere all’ampliamento del cimitero, stante, peraltro, l’esistenza di ampio terreno, in direzione nord, utile per la costruzione di loculi secondo il fabbisogno preventivato.

Il “grido” è, perciò, lanciato e i calabresi reggini non residenti, amanti della loro terra e interessati alla conservazione della memoria storica e culturale dei loro padri e antenati attendono fiduciosi la risposta dell’Amministrazione, in persona del Sindaco, che non può essere, si spera, che di condivisione dell’argomento assunto con conseguente adozione di tutti quegli atti idonei e necessari per la conservazione delle tombe di pregio e non, comunque di epoca risalente nel tempo, affinché abbiano ad essere “protette” per il significato storico e culturale che esse esprimono“.

Alfredo Rovere

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