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    Irto, Falcomatà, Romeo

    Reggio, consiglio metropolitano – Pd: “Perché Raffa e Giunta non si dimettono”

    Esulta il Partito democratico di Reggio Calabria per il risultato ottenuto alle elezioni del consiglio metropolitano, nelle quali il listone del centrosinistra ha ottenuto 9 seggi su 14 disponibili.

    Il presidente dell’Assemblea calabrese Nicola Irto, il capogruppo Pd in Consiglio regionale Sebi Romeo, il consigliere Domenico Battaglia e il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà hanno compiuto questa mattina durante la conferenza tenutasi alla sala Levato di palazzo Campanella un’analisi della consultazione di secondo livello, che ha chiamato al voto (ponderato) i sindaci e i consiglieri di 92 Comuni della provincia reggina.
    I democrat hanno posto l’accento soprattutto su tre aspetti, togliendosi più di qualche sassolino dalle scarpe: l’alta affluenza alle urne, l’unità del Pd reggino e la rappresentanza sul territorio di tutte le aree che compongono la Città metropolitana.

    “Volevamo rappresentare tutte le aree del territorio provincia le e abbiamo centrato l’obiettivo”, ha esordito Romeo. “Abbiamo eletto un rappresentante ciascuno della Piana, della Locride e della Grecanica, oltre ai sei consiglieri della città capoluogo”. Il capogruppo dem ha mostrato la sua soddisfazione per l’affluenza sopra il 90%, “ma adesso occorre che il processo di costituzione della Città metropolitana si apra alla partecipazione dei cittadini, con delle assemblee pubbliche, comprensorio per comprensorio”.
    Nel suo intervento Romeo ha poi sviluppato uno dei temi centrali affrontanti in conferenza, ovvero l’unità dei dirigenti del partito a Reggio, definito a più riprese dai relatori un “modello” da prendere a esempio.

    “Abbiamo deciso di fare una lista che fosse espressione di tutto il partito e che sintetizzasse un progetto politico. Quando il Pd si presenta unito, vince”, ha aggiunto il capogruppo dem a palazzo Campanella, che ha cercato di allontanare la visione di un partito, anche a Reggio, dilaniato da correnti e ostilità e di evidenziare il peso del gruppo dirigente reggino all’interno del Pd.

    “Siamo riusciti a creare un gruppo unito”, gli ha fatto eco il presidente della Conferenza permanente per le politiche dell’Area dello Stretto Domenico Battaglia. “Reggio può diventare un modello. Alla governance regionale offriamo una classe dirigente giovane”.

    Soddisfatto per l’esito del voto il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, che ha esordito in conferenza analizzando il risultato positivo ottenuto dalla lista nella Piana, territorio da sempre ostico per il centrosinistra, per poi soffermarsi sui prossimi passi da compiere sulla Città metropolitana: “Come Pd dobbiamo stare vicini al sindaco Falcomatà in questo percorso e dialogare con le altre liste autonomistiche, coinvolgendo più soggetti possibili”.

    Falcomatà nel suo lungo intervento non le manda a dire, scrollandosi di dosso le polemiche piovute prima e dopo le elezioni. “Più che l’analisi del voto dovremmo fare l’analisi del vuoto. Il dato del 92% ha smentito chi prevedeva una bassa affluenza. L’elezione di tre rappresentanti della provincia nella nostra lista rispedisce al mittente le polemiche sul Reggio-centrismo. Qualcuno – ha detto ancora Falcomatà – ha costruito cartelli e percorsi contro la Città metropolitana che non hanno portato a nulla e ancora sento dire che qualcuno darà ‘battaglia’ nell’assemblea dei sindaci. Occorre uno sforzo politico, culturale e intellettuale per dare vita alla costituzione del nuovo ente, perché siamo di fronte una svolta storica che vogliamo condividere con i cittadini, determinando – ha sottolineato il sindaco – la fine di quella che qualcuno ha definito una ‘anomala coabitazione’. “Appare incomprensibile la scelta di Raffa di non dimettersi dal ruolo di presidente della Provincia, occupando palazzo Foti. Se si dimettesse subentrerebbe un commissario fino all’approvazione dello statuto del nuovo ente, ovvero il sindaco metropolitano”.

    Patto per Reggio

    “Ai Comuni rimasti fuori dal Patto per Reggio Città metropolitana verrà data la possibilità di rientrare nel programma dei finanziamenti”, ha affermato in conferenza Falcomatà. “Non ci saranno risorse aggiuntive rispetto ai 133 milioni di euro previsti, ma verranno trasferiti dal capoluogo – ha aggiunto il primo cittadino – ai Comuni interessati. Questo dimostra che la polemica sulla Reggio-centricità della Città metropolitana era una barzelletta”.

    Caso D’Agostino

    “D’Agostino rimarrà consigliere regionale”. Lo ha detto il presidente della giunta delle elezioni Romeo, rispondendo alle domande dei giornalisti. L’organismo del Consiglio regionale nei giorni scorsi ha proposto la convalida dell’elezioni di D’Agostino, segnalato dalla prefettura di Catanzaro per aver omesso di essere stato denunciato per il trasporto di armi da fuoco. Il capogruppo del Pd ha spiegato che la sentenza di patteggiamento risale al ’93, ovvero prima della legge del 1999 che dispone l’incandidabilità per questo genere di reato. Da qui, la decisione della giunta.
    Su D’Agostino, tuttavia, pende un’altra questione, cioè quella relativa all’operazione “Alchemia”. Il consigliere è indagato, nel suo ruolo di imprenditore e titolare della “Stocco&Stocco”, in quanto ritenuto il prestanome della cosca Raso. Anche su questo punto Romeo ha risposto, indicando la pronuncia del gip che rigettato il sequestro dell’azienda.