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Avvocato Francesco Pagliuso

Omicidio avvocato Pagliuso, ai funerali commozione: “Istituzioni assenti”

“Mi hai tolto ciò che avevo di più importante. Vorrei guardarti negli occhi per dirti: mi auguro che Dio ti benedica”. Con queste parole Antonella Pagliuso, sorella di Francesco, l’avvocato ucciso nella tarda serata di martedì scorso a Lamezia Terme (leggi), si è rivolta all’assassino del fratello a conclusione dei funerali del professionista. Alle esequie hanno partecipato varie autorità politiche tra cui il sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro. Era presente anche Leonardo Sirianni, primo cittadino di Soveria Mannelli, il centro di cui Pagliuso era originario. Il sacerdote che ha officiato il rito, don Adamo Castagnaro, Vicario della Diocesi di Lamezia, ha sottolineato il fatto che “l’assassino di Pagliuso non ha avuto alcuna pietà dei suoi familiari, ed in particolare del figlio, che ha appena sette anni. L’assassino ha avuto la mente e la coscienza offuscate dalle tenebre. L’importante, però, è superare l’omertà altrimenti Lamezia non ha futuro”.

L’assenza in larga parte delle istituzioni viene sottolineato dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Lamezia Terme, Antonello Bevilacqua che ha detto: “E’ grave che in questo momento non siano presenti qui a Lamezia i rappresentanti delle istituzioni statali per rendere il loro omaggio ad un nostro collega assassinato cosi’ barbaramente”.

Bevilacqua ha sottolineato come sia “inconcepibile che la morte di un avvocato a Milano abbia più rilevanza di una che si verifica a Lamezia. Così come non è concepibile che ci siano ministri della Repubblica che sono avvocati che non hanno avvertito la sensibilità di esprimere la loro partecipazione per la morte di Francesco o che non sono stati presenti a Lamezia né nei giorni scorsi, né oggi”.

Il presidente del Tribunale di Lamezia, Bruno Brattoli, ha definito l’avvocato Pagliuso “un amico, un grande uomo ed una persona affidabile. Chi lo ha ucciso e’ solo un vigliacco”.

“No ai sussurri e alle ipotesi malevole – ha detto ancora l’avvocato Bevilacqua – sul movente dell’omicidio di Francesco. Era un professionista ed un caro amico di tutti”.
Anche il presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, Beniamino Migliucci “ha portato il saluto commosso di tutti i penalisti italiani al giovane collega Francesco Pagliuso, barbaramente assassinato”.

“Il presidente Migliucci – si legge in una nota – ha espresso la vicinanza dell’Unione a tutto il Foro calabrese, esprimendo la consapevolezza delle difficolta’ incontrate in quei contesti dagli avvocati nello svolgimento della professione, rammentando come non sia in alcun caso possibile confondere l’avvocato con il proprio assistito e l’esercizio della nobile funzione difensiva con la difesa del reato, e come sia, per questa ragione, davvero inaccettabile che sui mezzi di informazione si sia quasi rimproverata al professionista assassinato la difesa di presunti appartenenti a sodalizi mafiosi”. “L’Avvocato – conclude l’Unione delle Camere penali – difende i diritti di tutti e nell’esercizio della nobile funzione difensiva tutela i valori piu’ profondi della nostra convivenza civile e della nostra stessa democrazia”.

Alla camera ardente hanno reso omaggio a Pagliuso anche Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria, che è intervenuto, indossando la toga, anche nella sua qualità di avvocato, e l’ex presidente dello stesso Consiglio regionale, Antonio Scalzo.

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