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    Occhiuto: “I cittadini si sentono traditi dall’arroganza di chi mi ha sfiduciato”

    Che Mario Occhiuto avrebbe cercato di ottenere un bis a palazzo dei Bruzi era scontato. Nonostante la sfiducia, nonostante il piccolo terremoto politico che ha colpito Forza Italia il suo nome per i vertici e per Jole Santelli non è mai stato in dubbio. Accanto a questo Occhiuto, però, proprio a ridosso delle elezioni, si è trovato coinvolto in situazioni poco chiare che hanno riguardato il suo capo di gabinetto, indagato dalla Guardia di Finanza in una inchiesta sugli appalti. Di questo e della Cosenza che sarà strill.it ha discusso col candidato.

    Lei è il “cosiddetto” candidato del centrodestra, cosiddetto perché a sostenerla c’è solo FI, mentre le restanti realtà di destra si sono divise tra altri candidati. Con le percentuali che da un po’ caratterizzano le elezioni per FI, non pensa di rischiare parecchio?

    La premessa non è proprio corretta. In questa tornata elettorale io sono supportato da 15 liste civiche di cui alcune riconducibili, sì, ad esponenti politici. Ma ognuno di loro si è spogliato della maglietta di appartenenza, affiancandomi senza simboli partitici, per mettere l’accento sul civismo che poi altro non è che la traduzione del grande sostegno dei cosentini nei miei riguardi e nei riguardi di un progetto politico chiaro. Nel momento della sfiducia al loro sindaco, lo scorso febbraio, si sono sentiti traditi e violati dal tentativo arrogante di chi credeva di poter decidere ancora per tutti. Dunque in questo caso non ha ragion d’essere l’analisi che lei proponeva, semplicemente perché per farsi un’idea della realtà cosentina basta passeggiare tra la gente per le strade di Cosenza e non nei retrobottega delle segreterie politiche.

    I Gentile oggi appoggiano Paolini e Katya Gentile, suo ex braccio destro, si candida ad essere di nuovo vicesindaco, questa volta accanto ad un altro candidato. Quanto i tavoli romani contano nella partita Cosenza?

    In certe aree, tra i miei competitor, mi pare evidente che contino molto, così come contano molto certi accordi locali. Solo che io non guardo mai in casa d’altri, a giudicarli saranno gli elettori.

    Si trova in questa campagna elettorale diviso su due fronti, tra i quali l’ultima inchiesta giudiziaria che fa tremare palazzo dei Bruzi. Lei ha dichiarato che la responsabilità non è sua perché non sceglieva le procedure. Al di là della responsabilità lei davvero non sapeva niente e non aveva nemmeno un sospetto?

    Non ho assolutamente scaricato la responsabilità sui dirigenti come qualche titolo di giornale, per motivi di forzatura, ha lasciato intendere. Semplicemente, ho spiegato come funzionano le procedure, ho detto che il sindaco dà un atto di indirizzo però non ha potere nello scegliere a chi affidare i lavori. Ho ripetuto più volte che durante la mia amministrazione abbiamo ridotto gli affidamenti diretti facendo aumentare la rotazione tra le ditte. Ed ho espresso vicinanza alle persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria in corso perché hanno sempre avuto la mia massima fiducia. Mi spiace che debbano pagare in termini di immagine il clima di veleni che è stato montato da tempo attorno a questa campagna elettorale.

    A sostenerla, nella sua corsa c’è anche Vittorio Sgarbi, al quale dovrebbe andare un assessorato in caso di vittoria, qual è il valore aggiunto che porterà un personaggio, controverso e senza mezzi toni, come Sgarbi nella Giunta e quale sarà l’eventuale delega?

    La delega sarà quella alla Bellezza e al Centro storico. Sgarbi rientra nella mia idea di città con una forte vocazione turistico-culturale e non più, quindi, solo commerciale. Vittorio oltre ad essere un critico d’arte dalle doti riconosciute è anche un grande comunicatore, sarà prezioso quindi per divulgare tutti i numerosi progetti che realizzeremo in questa direzione.

    Nel caso in cui dovesse essere riconfermato sindaco, cambierà in qualche modo il suo programma oppure continuerà, e in questo caso in che modo, il lavoro di prima?

    Una città non si trasforma radicalmente in soli cinque anni ma oggi ci viene ampiamente riconosciuto di averla cambiata, migliorata, resa più bella. I cosentini sono tornati a sentirsi orgogliosi di dire vivo a Cosenza. Il nostro capoluogo ha guadagnato i riflettori regionali e nazionali anche grazie a operazioni di marketing turistico come quello legato al mito del tesoro di Alarico. Abbiamo riefficientato i servizi relativi all’illuminazione pubblica, all’acqua, alla pulizia e alla manutenzione del verde, abbiamo avviato la raccolta differenziata porta a porta balzando in cima alla classifica delle città del sud Italia più virtuose, abbiamo realizzato progetti culturali come i Bocs-Art che, con la formula delle residenze che vedono il passaggio di artisti di fama nei box in legno sostenibile costruiti sul lungofiume, ci hanno fatto ottenere il prestigioso premio Smau 2015. Per non parlare poi della nuova piazza Bilotti e dell’apertura del Castello che a memoria d’uomo non era mai stato accessibile nella sua interezza. Il percorso insomma è avviato e certamente proseguiremo sulla strada del bene comune che guarda alla qualità della vita dei cittadini.

    Chiudiamo con le unioni civili. Sì o no? Occhiuto le celebrerà?

    Certo che sì. Un amministratore pubblico deve attenersi al principio della laicità dello Stato e, pertanto, dello Stato deve rispettare le leggi.

    Intervista a cura di Marina Malara e Clara Varano