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Idà: “Per Rosarno è necessario avere contatti con tutte le Istituzioni”

Giuseppe Idà è il giovane candidato a sindaco di Rosarno. Energico e con tanta voglia di fare. Per Rosarno punta tutto sul ricambio generazionale e sulla normalità. Strill.it a ridosso dell’apertura delle urne lo ha intervistato per capire la sua idea della futura città.

Per lei in campo il sostegno di un ministro come Galletti, in un territorio come Rosarno, quanto conta la presenza dello Stato?

Come più volte detto e provato con i fatti grazie alla presenza del Ministro Galletti e dal Presidente Casini, è fondamentale per un paese come Rosarno avere contatti con tutte le Istituzioni. Sarebbe da presuntuosi e da stupidi pensare di risollevare la città senza una filiera istituzionale a sostegno del comune. Noi che siamo un paese periferico sotto tutti gli aspetti abbiamo il dovere di ricostruire una sinergia istituzionale a tutti i livelli.

In pratica, lei sfida un’altro candidato del Centrodestra, Saccomanno. Pensa sia un limite?
La nostra è una lista civica all’interno di essa convivono diverse anime con estrazioni politiche differenti. Candidati e sostenitori sono uniti dall’unico scopo di far cambiare marcia alla città dandole un volto nuovo in totale discontinuità con le precedenti amministrazioni che in trent’anni di mala politica hanno lasciato in eredità una città in condizioni disastrose.

L’assenza di un candidato di centrosinistra sarà un vantaggio o uno svantaggio?
Il Pd e la sinistra in città hanno sempre avuto un ruolo importante, e la loro assenza dalla competizione amministrativa non è di certo un fatto positivo per la democrazia. Mi consola il fatto che importanti personalità del pd e della sinistra rosarnese abbiano sposato il nostro progetto candidandosi nella nostra lista.

Se dovesse essere eletto, cosa cambierà a Rosarno?
Innanzi tutto cambierà il metodo su come governare la città, la nostra campagna elettorale è stata improntata sul ricambio generazionale. Non solo dal punto di vista anagrafico ma soprattutto nel modo di pensare e concepire la macchina amministrativa che se ben sollecitata grazie al personale qualificato all’interno di essa potrà essere di fondamentale supporto. Rosarno deve tornare un paese “normale” senza degrado, e in primis con un immagine decorosa per chi la visita ma soprattutto per i cittadini. Cambiare Rosarno non significa trasformarla nel paese dei balocchi, ma restituirle la bellezza e la dignità che ha perso in questi anni.

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