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Valerio Formisani candidato a sindaco Cosenza

Formisani: “Serve un’alternativa a chi ha usato la cosa pubblica per la scalata al potere”

E’ il candidato della sinistra alternativa. Lo stesso Pippo Civati lo sostiene. Valerio Formisani ci crede davvero che le cose possano cambiare e sfida quelli che definisce “scalatori del potere”. Nei suoi comizi, nei suoi discorsi parla di “cittadini asserviti e ricattati” e di una cosenza che deve ridurre la distanza tra palazzo e piazza. Queste le sue “armi”.

Welfare e lavoro sono al centro del suo programma politico. Al riguardo come si può cambiare il passo a Cosenza?

Noi, purtroppo, come quasi tutti i comuni del Sud, abbiamo assistito ad un utilizzo del welfare ai soli fini clientelari, non come uno strumento fondamentale per la redistribuzione del reddito e di affermazione della democrazia. Ci sono dei settori che vanno dall’assistenza sanitaria domiciliare, agli strumenti di supporto alle famiglie che hanno al proprio interno diversamente abili, al sostegno delle famiglie indigenti che nella nostra città non esistono, a meno che non siano fornite dal volontariato. Oggi le associazioni (di cui spesso nessuno parla o si accorge) sono costrette a supplire alla cecità delle istituzioni. Ma non è così che funziona. Il ruolo delle associazione in una democrazia funzionante deve essere quello di affiancare ed integrare i servizi, non quello di supplire alla totale assenza del “pubblico”. Attenzione, i fondi ci sono per fare tutto, solo che fino ad ora sono stati utilizzati poco e male. Anzi vi invito a leggere il nostro programma sul sito internet www.cosenzaincomune.it, in cui spieghiamo meglio di come si può fare in una breve intervista temi così complessi.
Sul lavoro, si pensa e sostiene che sia una questione di competenza nazionale. Non è così. Faccio un esempio concreto: se il Comune di Cosenza avviasse un piano dei rifiuti ad impatto zero per come è stato previsto all’interno del nostro programma, con la costruzione di un’impresa comunale, avremmo una ricaduta occupazionale notevole ed un miglioramento della situazione dei rifiuti. È stato realizzato in un comune in Toscana e non solo. Perché da noi no? Ma sul lavoro si può agire anche diversamente, attraverso l’attivazione di sportelli specializzati che pubblicizzino i bandi europei e aiutino tutti gli interessati a presentarli, col comune che potrebbe fare da partner per la presentazione dei progetti “più meritevoli”. Credo di aver reso l’idea

Lei ha detto che vuole ridurre la distanza tra la “piazza” e il “palazzo”. Concretamente come si fa?

Prima cosa di tutto aumentando la trasparenza dell’azione amministrativa (anche oltre quanto stabilito dalla legge). Se la nostra azione è chiara, potremmo discutere sul merito delle proposte ma non si potrebbe mettere in dubbio il metodo. Il passaggio successivo sarà dato dall’aumento della partecipazione dei cittadini alle decisioni che vengono prese e alla vita politica della città, non solo con i consigli comunali aperti, ma anche con dei “question time” in cui i cittadini possano porre le loro domande alla giunta e al sindaco e attraverso l’attivazione di assemblee di quartiere in cui segnalare e affrontare i problemi delle aree lontane dai riflettori del centro.

Si candida come l’alternativa alle forze politiche tradizionali, che “hanno gestito la cosa pubblica come terreno per la scalata al potere”, in che senso? Guccione, Occhiuto e Paolini rappresentano quel tipo di politica?

Affermazione corretta. Le liste di Guccione sono appoggiate ufficialmente da Denis Verdini, quelle di Paolini dai fratelli Gentile. L’uno propone un ospedale parla di Sanità mentre il suo partito taglia fondi al SSN, l’altro dovrebbe chiarirsi un po’ le idee rispetto alla sanità privata in città. Occhiuto – che pure ha ereditato rispetto al welfare una situazione deficitaria – ha messo la pietra tombale rispetto allo Stato Sociale e ai servizi offerti dal Comune ai cittadini. Guardate che dopo le amministrazioni del PD e di Occhiuto i servizi di welfare in città sono forniti solo dalle associazioni, il ruolo del “pubblico” è scomparso, e parliamo di servizi assolutamente essenziali per una vita decorosa di moltissimi cittadini.

Cosa cambierà a Cosenza se dovesse diventare sindaco Formisani?

Semplicemente, la gestione del Comune. Attiveremo tavoli con tutti i soggetti interessati, soprattutto con le realtà associative per decidere nella maniera più condivisa possibile, con chi opera nei diversi settori, come risolvere i problemi e dove indirizzare le risorse. In questo senso, Palazzo dei Bruzi deve diventare una casa di vetro. Luogo di nuovo aperto alla città dismettendo la sua immagine di grigio palazzo in cui si consumano intrallazzi di ogni tipo. La nostra azione amministrativa sarà rivolta sempre al coinvolgimento del maggior numero di attori possibili nei processi decisionali.

Chiudiamo con le unioni civili. Sì o no? Formisani le celebrerà?
Per fortuna, sul tema non sono previste obiezioni di coscienza. C’è una legge da rispettare anche se arrivata con vent’anni di ritardo. Celebrerò le unioni civili, iscriverò il comune di Cosenza alla rete Ready (Rete delle amministrazioni pubbliche contro l’omofobia) e attiveremo subito un tavolo con le associazioni che di questo tema si occupano da anni per decidere assieme le azioni da intraprendere per intervenire a gamba tesa sul problema.

Intervista a cura di Marina Malara e Clara Varano

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