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    Una azienda reggina vince? Apriti cielo! Non toccate il nord organizzato

    Se ti fai trattare da schiavo alla fine sarai uno schiavo, e questo vale per le persone e i territori.
    Ma, in definitiva, cosa è uno schiavo? E’ qualcuno per il quale non valgono tutte le regole a tutela dei diritti che valgono per gli altri.
    E dunque, nel caso nostro, ciò che vale per il resto d’Italia pare non valere per la Calabria e Reggio.
    Questo non è un articolo che ci viene commissionato o richiesto, noi articoli su commissione non ne facciamo. Noi no.
    Veniamo al dunque: una delle poche aziende che riescono a vivere e (pare) a prosperare, a Reggio, si chiama System House e si occupa di gestire i “call center” nazionali.
    Funziona così: partecipa a gare, come tutti, e pare che ne vinca parecchie, al punto di essere diventata punto di riferimento nazionale e di sbaragliare la concorrenza.
    Bene, benissimo, direte.
    Si, ma anche no…cioè bene ma non benissimo per qualcuno, anzi come disse Totò al novantenne, “Cavaliere, lei campa ancora? E non le sembra di stare esagerando ora?”
    E’ di qualche giorno fa questo articolo http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/03/25/quella-societa-reggio-calabria-che-fa-impazzire-call-center-a5cf6ce4-f27d-11e5-a7eb-750094ab5a08.shtml , nientemeno che del Corriere della Sera (versione on line).
    In esso, in buona sostanza, pur sottolineando ad ogni piè sospinto che gli appalti paiono regolari, si sottolinea la gravità del fatto che – utilizzando normative perfettamente vigenti – System House abbia sbaragliato la concorrenza.
    Si evocano, nel pezzo, “sconti impossibili”, “prezzi insostenibili” e “il silenzio della politica”, un linguaggio solitamente utilizzato nei confronti della criminalità organizzata o di attività “torbide”.
    E il sospetto che automaticamente una qualunque attività di impresa calabrese che “sparigli” (termine usato nell’articolo) le regole classiche delle commesse (ed i connessi circuiti ‘blindati’ da decenni) debba essere legata a qualcosa di poco chiaro, pur nella sottolineatura del dato apparentemente pulito (tutti teniamo famiglia, non si sa mai…) emerge in maniera dirompente dal pezzo di un giornale la cui autorevolezza dovrebbe suggerire maggiore prudenza.
    Beh, è chiaro System House da fastidio e che Reggio Calabria sbaragli la concorrenza non è previsto dal sistema, che reagisce.
    No, non è becero campanilismo, da queste colonne siamo sempre stati feroci col nostro territorio, ma francamente leggere che non è pensabile che per 1100 euro per mantenere il proprio posto di lavoro le persone debbano trasferirsi a Reggio Calabria, dopo che da un secolo – e per molto meno – accade regolarmente il contrario ci suona inaccettabile.
    Al posto di System House, comunque, staremmo bene attenti: è evidente che ha pestato i piedi a qualcuno, che ha invaso il territorio di caccia esclusiva di altri.
    E se il territorio da sempre preda diventa improvvisamente predatore evidentemente non va bene…

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