Domenica 17 aprile è andato “Nudità. Chiaroscuro permanente”, prodotto da QA-QuasiAnonimaProduzioni, un debutto assoluto che segna la conclusione della terza edizione della rassegna teatrale “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena”.
Lo spettacolo – scritto e diretto da Auretta Sterrantino – celebra la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Kandinskij e parte da uno studio sullo stesso pittore e sul musicista Schönberg, delineandosi come un’indagine sul chiaroscuro dell’animo umano, alla ricerca di quel raggio di sole che affermi un’esistenza, un’identità, una volontà di essere.
In scena tre personaggi, molto simili eppure molto diversi: il Maestro Kappa, ispirato a Kandinskij e il Maestro Esse, ispirato a Schönberg, insieme all’assistente Sibilla. Ne vestono i panni tre attori messinesi – Marialaura Ardizzone, Livio Bisignano e Oreste De Pasquale – la cui intensità interpretativa ha coinvolto e appassionato il pubblico, che ha partecipato con grande tensione emotiva per l’intera messinscena. Le musiche originali di Vincenzo Quadarella e la scenografia di Giulia Drogo hanno contribuito a dare grande forza al complesso e profondo testo e alla ponderata messinscena, sempre attenta a trovare un equilibrio tra movimento, parola e stati d’animo. «Le difficoltà nella stesura del testo – dichiara la regista – nascono principalmente dal mio modo di scrivere che non ha premeditazione. Io scrivo quel che esce fuori, sgorga. E mentre scrivo studio ciò che scrivo, epurando il flusso di tutto quello che rischia di portarmi fuori strada o che raccoglie stimoli non utili al lavoro in corso. Per “Nudità”, in particolare, la difficoltà è stata quella di riuscire a trovare un equilibrio fra la vocazione metafisica del testo e la necessità di creare un ponte con la realtà. Una realtà che non rappresentasse però il quotidiano (non amo il quotidiano a teatro)». Un gioco di alternanza tra atmosfere reali e metafisiche permane durante tutto lo spettacolo, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso fino alla scena finale, che la regista sceglie volutamente di lasciare aperta a più interpretazioni.
“Nudità. Chiaroscuro permanente” ha chiuso la terza edizione della rassegna “Atto Unico”, curata da QA-QuasiAnonimaProduzioni di Auretta Sterrantino e Vincenzo Quadarella, rassegna che anche quest’anno ha registrato un ottimo successo tra il pubblico messinese. I due fondatori hanno scelto di portare in scena sette spettacoli di cui quattro prime nazionali, una regionale e una messinese, con registi e attori del panorama italiano, come il regista Claudio Collovà e l’attore Sergio Basile ospitati in cartellone con una produzione del Teatro Argot di Roma, il regista Mario Mascitelli con la compagnia del Teatro del Cerchio di Parma e Manuel Giliberti, con un nutrito cast di attori quasi tutti siracusani.
La stagione è stata accolta positivamente dal pubblico, presente in sala con costanza nonostante i tanti appuntamenti offerti in città. Prossimo appuntamento adesso con un nuovo debutto QA, ospite nel cartellone della Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele: “Caino. Homo Necans” scritto e diretto da Auretta Sterrantino, con Livio Bisignano e Oreste De Pasquale, scenografia di Giulia Drogo e musiche originali di Vincenzo Quadarella. Appuntamento per il 18 e 19 Giugno alla Sala Laudamo.





