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    Conferenza stampa Sogas

    Raffa: “Siamo pronti anche a pagare le quote di Messina”

    di Domenico Grillone – Non tutto è perduto, almeno secondo le parole del presidente della Provincia, Giuseppe Raffa. L’aeroporto continuerà la sua attività, nonostante la revoca della concessione da parte dell’Enac. Ma il rischio nel medio periodo, specie se nessuna società risponderà al bando che l’Enac si appresterà a produrre, sarà, come è successo con l’aeroporto di Rimini, quello della chiusura. E per una città che si appresta a diventare metropolitana il colpo sarebbe davvero pesante. Nel corso della conferenza stampa, svoltasi nell’aula biblioteca dell’amministrazione provinciale, il presidente, assieme al presidente del Consiglio Eroi, l’assessore Eduardo Lamberti Castronuovo ed il consigliere Roy Biasi, illustra proposte alternative, ma prima ancora analizza la situazione, puntualizzando che “non si è trattato di un fulmine a ciel sereno”. Raffa ricorda il percorso già avviato dal Cda di Enac che aveva l’obiettivo di valutare la richiesta di concessione trentennale richiesta dalla Sogas. Ed i punti critici della discussione con Enac che poi hanno portato al provvedimento di revoca: la mancanza di avvio dei lavori dell’aerostazione, e su questo primo punto Raffa evidenzia che “c’era un finanziamento di circa 12 milioni da parte della Regione, dati circa 10 anni fa, per finanziare l’opera, un appalto avviato e poi rescisso per l’interdittiva nei confronti della ditta aggiudicataria. Da questa somma l’amministrazione precedente della Sogas aveva utilizzato, in un momento di emergenza, circa 1milione e 300mila euro per risolvere un contenzioso con la società Consulting. Una distrazione di somme, anche importante, che non ha consentito di ricostruire il valore complessivo per la realizzazione dell’aerostazione. Una criticità per la quale più volte con la Regione Calabria ci siamo interfacciati per cercare di superare questo problema”. “Su questo aeroporto non c’è stato mai un interesse forte da parte della Regione – sostiene tra l’altro il presidente Raffa – a Crotone sono stati dati un milione e 400mila euro per superare le criticità, a Lamezia circa 5 milioni per favorire l’attività volativa mentre su Reggio non ho mai visto risorse destinate all’aeroporto”. Altro punto dolente, le quote societarie. “Ci siamo ritrovati, come Provincia con una quota del 67 per cento per una gestione dell’aeroporto che non può essere solo appannaggio dell’amministrazione provinciale. Perché non sempre gli altri soci hanno versato, compresa la Regione che nel corso di diverse amministrazioni difficilmente versava. Abbiamo ottenuto da pochissimo tempo le quote dopo una serie di lunghe interlocuzioni”. “La Provincia ha anticipato – continua Raffa riferendosi agli altri soci – già due anni fa le quote della provincia di Messina, mai versate, e della Regione, in uno spirito di sussidiarietà. Anche perché a noi non interessa avere il 100% della gestione. Anche con il Comune di Reggio siamo finalmente riusciti a far pagare le quote. I soci che mancano all’appello sono la provincia di Messina per circa 700mila euro e la Camera di Commercio con una quota di 0,01 per cento, circa 500 euro. Su questo si è creato il problema”. Il terzo punto critico rilevato dall’Enac riguarda la mancanza di programmazione per dare sostenibilità alla stessa società, “una programmazione trentennale che a noi sembra difficile poterla individuare – sottolinea il presidente – perché le risorse dei Por 2007 – 2013 destinate all’aeroporto reggino sono stati dimezzate in 4 milioni e mezzo ed i provvedimenti non sono mai stati trasferiti ad Enac da parte della regione. E’ chiaro che la sostenibilità economica non può gravare solo sulla Provincia che fino ad oggi ha fatto più di quanto dovuto anticipando diverse somme”. “Più volte ci siamo battuti per la concessione – dice ancora Raffa – perché con la stessa l’aeroporto poteva aprire nuove prospettive di rilancio, basti pensare alla possibilità di avviare la privatizzazione che avrebbe potuto inserire nuovi elementi anche gestionali all’interno della società ed avrebbe potuto consentire investimenti di capitale privato che non potevano arrivare con una concessione annuale”. Cosa succede oggi: si chiudono le procedure della decadenza, dal 15 di marzo l’aeroporto non chiuderà ma per Raffa “si creerà un vulnus nella gestione che si pensa verrà affidata provvisoriamente alla Sogas, finalizzata al bando di gara per la concessione trentennale”. Ma per lo stesso presidente “nella situazione attuale difficilmente si troverà una società di gestione interessata ad acquisire le quote o partecipare al bando”. Questa è una delle preoccupazioni di Raffa, anche se c’è da aggiungere che con il fallimento della Sogas si creerebbe una nuova società. Ed ecco la proposta che si vorrebbe fare ad Enac: “Ci potremmo fare carico di anticipare ancora una volta le quote della Provincia di Messina sperando che queste possano essere ridistribuite all’interno della compagine societaria, e quindi Regione, Camera di Commercio e Comune di Reggio. Inoltre stiamo valutando il provvedimento dell’Enac che secondo noi contiene qualche lacuna. Ma prima di arrivare ad uno scontro vorremmo arrivare ad una soluzione condivisa, sia con il ministero dei Trasporti, il sottosegretario De Basso ha mostrato tutta la sua disponibilità, sia con il ministero dello Sviluppo economico, perché questo provvedimento deve essere ratificato dai ministeri competenti. In questa fase cercheremo insieme al sindaco di Reggio, Falcomatà ed il presidente Oliviero di creare un momento di confronto all’interno del quale spiegheremo le ragioni per le quali riteniamo che questo aeroporto è fondamentale per il rilancio del territorio. Riteniamo che questa importante infrastruttura debba rappresentare il punto di rilancio della futura città metropolitana. Ci auguriamo che già dalla prossima settimana si possa creare questo tavolo di confronto a livello locale”. Per ultimo, Raffa aggiunge: “Non vorrei che dietro questo provvedimento ci sia un disegno poco chiaro per il quale noi vorremmo si facesse chiarezza: se si tratta solo di un problema tecnico faremo la nostra parte, se invece ci sono altri interessi ed obiettivi che non hanno nulla a che vedere con la valenza istituzionale e con l’impegno serio a sostegno dell’aeroporto informeremo tutti nella massima trasparenza”.