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    Più soldi e più cultura al Sud perché non resti deserto, Irto: “Nuovi fondi europei per progetti universitari”

    di Clara Varano – Un Sud e un Nord che viaggiano a due diverse velocità e non solo nel mondo del lavoro, dei finanziamenti, dell’innovazione sovvenzionata, ma pericolosamente nel mondo della scuola e del suo diritto. E’ sostanzialmente l’esito della visita di Nicola Irto, presidente del Consiglio regionale calabrese, a Catanzaro in visita all’ateneo dell’Università Magna Graecia.

    Più soldi al Nord rispetto al Mezzogiorno d’Italia, un diritto allo studio “handicappato” qui in Calabria ed in altre regioni meridionali, che non riesce non perché non vuole, ma perché le politiche relative alla scuola del passato e quelle delle premialità corrono su un binario che mette la Calabria e il Sud in fondo a tutte le classifiche.

    Tutta colpa degli scellerati Governi che si sono susseguito nel tempo? Tutta colpa dei Governi locali? No. O almeno non solo. La colpa, in gran parte, è anche della poca cultura che statisticamente i meridionali accumulano nel corso del loro cursus scolastico. I calabresi, i siciliani, i campani (etc…), “non sono più  scemi” dei milanesi, eppure nelle prove preselettive non riescono sempre a farcela. La scuola, dunque, non li prepara come dovrebbe ad affrontare test, quiz e domande alla base delle selezioni che, purtroppo, contano per il futuro.

    Accompagnato dal presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, Nicola Irto, ha visitato tutta l’università Magna Graecia. Nel corso della visita ha incontrato i rappresentanti degli studenti dell’ateneo discutendo con loro delle problematiche relative allo studio in Calabria e nel capoluogo.
    “Il diritto allo studio – ha sottolineato il retore dell’Umg, Aldo Quattrone – riguarda anche il diritto a poter studiare nella propria regione, a specializzarsi qui, ma questo non è garantito agli studenti calabresi. Se noi perdiamo i nostri giovani che vanno a studiare fuori, questi non torneranno più, né tanto meno, gli studenti del Nord che entrano nella nostra università finiti gli studi resteranno in Calabria…quindi? La mia proposta è che vengano create macroaree di riferimento”.

    “L’università che ho conosciuto questa mattina, tanto dal punto di vista strutturale, quanto da quello studentesco – ha detto Irto nel corso della conferenza stampa prevista a fine incontro – mi è sembrata una università viva. La Regione, però, deve mettere in rete risorse per incrementare le eccellenze che qui riguardano prevalentemente la ricerca”.

    Alle richieste di Quattrone, del presidente della Fondazione Umg, Arturo Puija e di Enzo Bruno, che hanno sottolineato che “servirebbe un maggior impegno per ridurre il divario tra Nord e Sud rispetto ai fondi destinati al diritto allo studio, che in Calabria sono sempre meno”, Irto ha risposto: “Abbiamo fatto sforzi incredibili nell’ultimo bilancio che purtroppo è contratto e più di quello che è stato destinato al diritto allo studio non è stato possibile fare. Il mio impegno sarà certamente quello di cercare di intervenire a favore delle università sia incrementando maggiormente quel capitolo di bilancio sia, però, cercando sinergie con gli atenei per sfruttare in pieno i fondi comunitari 2014/2020. Sinergie per progettare una Calabria che miri a ridurre l’emigrazione sia degli studenti che dei lavoratori, altrimenti siamo destinati alla desertificazione. E il Mezzogiorno, i rettori del Mezzogiorno, dovrebbero cercare insieme di cambiare la gestione dei fondi destinati alle università avanzando proposte al governo centrale”