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Alfano: “Metteremo in ginocchio la ‘ndrangheta ma i calabresi ci aiutino”

“Combattiamo uniti, il clima è straordinario. Abbiamo mantenuto gli impegni sugli organici e ci impegniamo su quattro linee direttrici: 1) mantenere e aumentare la pressione sul territorio; 2) monitorare il settore degli appalti pubblici; 3) monitorare le amministrazioni locali; 4) un programma straordinario sulla giustizia che porterà un rafforzamento delle piante organiche dei magistrati”. Alfano, in conferenza Stampa a Reggio Calabria, è determinatissimo: “Ho deciso di stralciare la parte relativa agli organici dal verbale di questa conferenza regionale e di girarla al ministro della Giustizia e al Vice Presidente del CSM. Ho inoltre deciso che questa di Reggio Calabria è la prima di una serie di tappe che toccheranno tutte le province calabresi perché lo Stato al massimo livello ha il dovere di essere presente in ognuna di esse, a ribadire che non abbiamo paura della ‘ndrangheta  e che la metteremo in ginocchio come abbiamo fatto con la Mafia. Ma per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di una collaborazione maggiore sia da parte degli amministratori locali che da parte della società civile. Abbiamo bisogno che si parli di più. Qualcosa sta cambiando se consideriamo che il numero dei collaboratori di giustizia aumenta a vista d’occhio, da 3 siamo passati ad una dozzina. Anche sul riuso dei beni confiscati e sequestrati è stato fatto un grosso lavoro. Sono una serie di indizi importanti. I risultati dello Stato sono straordinari, la reazione della ‘ndrangheta è arrivata. I gesti intimidatori sono, per la nostra valutazione, la risposta reattiva alla nostra pressione. Non faremo passi indietro. Sosterremo gli amministratori intimiditi, però chiediamo loro di aiutarci, di parlare, di dire tutto quello che sanno. Offriremo tutto il sostegno istituzionale a chi viene intimidito, ma, nel frattempo indagheremo. Ringrazia il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà per la sua presenza in Prefettura e per quanto sta facendo per il riuso dei beni confiscati e sequestrati. La strategia che seguiamo, con la cattura dei latitanti e l’aggressione patrimoniale dei beni in uso alle cosche, da grandi risultati. Questa è una trincea che non può restare sguarnita e noi metteremo impegno no limits in questa terra così difficile, per liberarla da questo cancro. Ma i cittadini devono reagire, collaborare, denunciare, nessuno sarà lasciato solo. I Calabresi devono liberarsi e ribellarsi.

Marina Malara

 

 

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