Riapertura Ace – Caserta: ‘Felici di essere usciti da una situazione di angoscia’

giovedì 07 gennaio 2016
18:24
Ambulatorio di medicina Pellaro Dottore Caserta

di Domenico Grillone – “Siamo felici, è la prima sensazione che proviamo. Felici di essere usciti da una situazione di angoscia, di incertezza che ha pesato enormemente negli ultimi due mesi sulle nostre vite e su quelle delle tante persone che avevano perso un punto di riferimento come il centro Ace”. Si esprime così Lino Caserta, direttore dell’Ambulatorio Ace, dopo l’incontro avvenuto in Regione con Riccardo Fatarella, dirigente generale del Dipartimento della Salute della Regione Calabria. Perché alla fine ha prevalso il buon senso, almeno per il momento: il laboratorio di Medicina Solidale di Pellaro riapre i battenti, dopo essere stato chiuso nei primi giorni del mese di dicembre scorso in seguito ad un provvedimento della Regione Calabria per mancanza di autorizzazione. Si sta parlando dell’ambulatorio dell’Associazione calabrese di Epatologia in cui l’anno scorso oltre 25mila persone sono state visitate e curate da un’equipe di medici, ottimi e stimati professionisti reggini per la maggior parte volontari, in maniera assolutamente gratuita, in linea con la speciale “mission” dell’Ace, quella della medicina solidale. Il che significa che nessuno in ambulatorio va a chiedere ai pazienti ticket o parcelle: ognuno dona, se vuole, quello che può. La sua chiusura destò un mare di polemiche proprio per il carattere solidaristico della struttura, vicino agli indigenti, alle fasce deboli che non possono permettersi di pagare neanche il ticket. E fece indignare migliaia di reggini per una sanità calabrese incapace di dare servizi efficienti e, allo stesso tempo, pronta a chiudere una struttura che in questi ultimi anni non solo ha fatto risparmiare alla comunità reggina ingenti risorse, si parla dell’ordine di milioni di euro, ma ha dato risposte sanitarie certe accompagnate da una atmosfera di grande umanità.
“Era impossibile accettare una situazione che privasse la città di un servizio essenziale come quello che noi forniamo – continua il direttore del Centro – le cose sono completamente cambiate, e anche il clima. Oggi, rispetto all’incontro del 14 dicembre, si è lavorato in un clima di serenità ed estremamente costruttivo. Si sono messi da parte gli argomenti oggetto di sterili polemiche e divisioni e si è lavorato tutti insieme per trovare una soluzione condivisa che oggi è finalmente arrivata e che consentirà al centro di tornare al servizio della città e del suo hinterland. Si, lo confesso, proviamo estrema soddisfazione e felicità”.
C’è ancora da perfezionare qualcosa, ma di certo l’ambulatorio dell’Ace non riapre scavalcando leggi e regolamenti. “Ci sono da fare ulteriori passi che consentiranno di perfezionare la decisione presa, rispettando tutti i principi di legalità, soprattutto quelli superiori, cioè del diritto di ognuno di curarsi e quindi di accedere ad un sistema di cure gratuito”, commenta il direttore.
Grande il coinvolgimento della comunità reggina in questa vicenda, dimostrando subito la propria indignazione per una decisione, quella della chiusura dell’ambulatorio, considerata veramente fuori da ogni possibile logica. “Abbiamo avvertito un clima di solidarietà che francamente non ci aspettavamo potesse raggiungere questo livello. Ma tutto questo – aggiunge Lino Caserta – dimostra il fatto che la coscienza civile non si addormenta, non è disposta a subire l’arretramento di alcuni diritti, in primis quello della salute. Nei giorni in cui eravamo chiusi abbiamo realizzato, in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese, uno studio sulla felicità privata e pubblica. E tra i motivi che possono determinare uno stato di felicità dei cittadini, sia al Sud che al Nord, ha prevalso il diritto alla salute. E’ difficile, quindi, che possano passare posizioni e decisioni che in qualche modo compromettano o riducano questo diritto. E’ una questione di civiltà. Il diritto alla salute nella nostra storia, indipendentemente dal colore politico e dalle proprie convinzioni ideologiche, non divide ma unisce tutti nella convinzione che si tratti di qualcosa che non può essere scalfita. Perché la civiltà di un paese, di una società si misura soprattutto sui livelli e qualità dell’assistenza e sulla capacità di accogliere tutti. Quello che è successo in questi giorni ed in queste ore, questa grande partecipazione dei social al problema dell’Ace dimostra l’intransigenza delle persone verso decisioni che in qualche modo possono ridurre il diritto alla salute.
Anche la politica questa volta non è stata a guardare. “In questo caso la politica ha assolto pienamente ai suoi doveri. Nel senso che ha agito nell’interesse generale della salute. Mi tocca personalmente, anche a nome di tutta l’associazione e delle persone che ci sono state vicine, ringraziare il presidente Oliverio che immediatamente ci ha fatto sentire la sua vicinanza e solidarietà dandoci un appoggio incondizionato. Un particolare ringraziamento a Seby Romeo (capogruppo Pd alla Regione, ndr) che ha seguito più da vicino l’intera questione consentendo l’attuale e positiva conclusione della vicenda”. Infine qualche riflessione verso i media. “Un grazie anche alla stampa, quella che ci conosceva da tempo ed innamorata della medicina solidale, quella che ci è stata vicina sostenendoci a ragion veduta, senza pregiudizi. Altri, invece, non hanno sentito il dovere neanche di menzionare la notizia, per non parlare di chi invece ha utilizzato in maniera distorta informazioni che gli erano pervenute in maniera illegittima”.

Reggio – Riapre l’Ace di Pellaro: tutti in ambulatorio

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