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Palmi (RC) – I dipendenti del Comune di Palmi dichiarano lo stato di agitazione

Non vengono riconosciute loro le indennità previste dai contratti a causa di “dubbi interpretativi” e i dipendenti del Comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, sostenuti da Cgil e Cisl hanno dichiarato lo stato di agitazione.

“Una situazione di stallo – scrivono in una nota congiunta i sindacati – che va avanti da anni a causa di dubbi interpretativi da parte dell’Ente sulla corretta quantificazione del Fondo destinato alla contrattazione integrativa.
Nel corso della riunione, presieduta dal Segretario Generale della CISL Funzione Pubblica, Luciana Giordano, è stato ampiamente evidenziato come i lavoratori stiano subendo gravissimi danni economici a causa del perseverante comportamento capzioso adottato da taluni funzionari nelle fasi di costituzione del fondo per il salario accessorio, nonostante i ripetuti solleciti e diffide da parte dei rappresentanti sindacali e degli stessi lavoratori.
Una situazione che, inevitabilmente, pregiudica anche l’avvio del processo di negoziazione per la definizione del Contratto Collettivo Decentrato per l’anno 2015.
I lavoratori hanno partecipato in massa all’assemblea e dopo un acceso dibattito hanno conferito mandato alla RSU ed alle Organizzazioni Sindacali FP CGIL e CISL FP di:

intimare e diffidare l’Amministrazione a procedere ad una corretta quantificazione delle risorse di cui agli articoli 14, 15 e 17 del vigente CCNL Comparto Regioni e Autonomie Locali e di procedere, senza ulteriore indugio, alla liquidazione delle indennità spettanti ai dipendenti, in base alla corretta quantificazione del Fondo

proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale e di avviare le procedure per il raffreddamento dei conflitti previsti dalla vigente normativa in materia di relazioni sindacali, chiedendo l’intervento del Prefetto di Reggio Calabria per la nomina di un Commissario ad Acta, se entro 15 gg dalla diffida la vertenza non sarà portata a soluzione

valutare l’indizione di una manifestazione di protesta, non escludendo il ricorso ad una giornata di sciopero dei dipendenti comunali, qualora l’Amministrazione non dovesse adottare le dovute azioni per risolvere definitivamente la problematica”.

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