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Intasca soldi dei cittadini per loculi cimitero: arrestato dipendente comunale di Bovalino

La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato con l’accusa di peculato e falso il dipendente comunale di Bovalino (RC), Carmelo Filippo Sprio, 60 anni. L’uomo in qualità di responsabile unico del procedimento dell’ufficio tecnico preposto alle concessioni cimiteriali avrebbe intascato le somme dei canoni per la concessione del suolo e dei loculi dal 2005 al 2015, fingendo con i cittadini che pagavano che avrebbe lui stesso ottemperato al versamento nelle casse comunali.
Il procedimento ha avuto origine dall’avvenuta verifica, effettuata a seguito di esposto, di evidenti anomalie riscontrate visionando alcuni fascicoli relativi alle istanze di concessione dei suoli cimiteriali. Su disposizione della Procura della Repubblica di Locri veniva effettuata perquisizione degli uffici comunali che consentiva agli operanti di rinvenire e sequestrare, a carico del dipendente comunale, tra l’altro, diverse copie di ricevute di versamenti relative alle istanze in questione abilmente falsificate.
L’attività di indagine proseguiva con l’ascolto di un gran numero di cittadini, costituiti dalla quasi totalità dei soggetti che dal 2005 avevano presentato istanza di concessione dei suoli e/o loculi cimiteriali ed avevano corrisposto la somma per il pagamento del canone direttamente nelle mani del dipendente incaricato. Nel frattempo si provvedeva al raffronto tra le dichiarazioni acquisite e le risultanze degli accertamenti effettuati tramite l’istituto Poste Italiane, presso cui l’ente è titolare del conto corrente dove sarebbero dovute confluire le somme trattenute a titolo di pagamento del canone concessorio. Tale operazione, che ha interessato circa 150 pratiche, permetteva di riscontrare la falsificazione di un rilevante numero di attestazioni di versamento e, contestualmente, provare l’appropriazione del denaro da parte di Sprio ed il conseguente mancato introito nelle casse comunali di una somma che si aggira intorno a euro 80.000,00.
L’esito di tale complessa attività di investigazione veniva trascritta in diverse informative di reato che fondavano l’accusa per 29 capi di imputazione, variamente ascritte al dipendente comunale per i delitti di peculato e correlati falsi, reiterati in un arco temporale che varia dall’anno 2005 all’anno 2015.

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