Chiusura Ace – Battaglia: ‘Regione è chiamata ad assumere tutte le iniziative di competenza ‘

lunedì 07 dicembre 2015
16:33

“Esprimo solidarietà e vicinanza all’associazione calabrese di epatologia (ACE) che da anni svolge un servizio ispirato ai più alti valori sociali nel segno della gratuità e di un’eccellenza sanitaria che non ha nulla da invidiare ad altre realtà più avanzate del Paese”.
E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pd Domenico Battaglia secondo il quale “il centro di San Giovanni di Pellaro costituisce un importante modello di sanità sostenibile, reso possibile grazie anche all’impegno e all’abnegazione di medici e volontari che hanno scelto spontaneamente di mettersi al servizio della struttura”.
“Oggi il centro è a rischio chiusura. Da giorni, infatti, sono sospese tutte le attività ambulatoriali e tutto questo nonostante l’utenza registrata sia sempre più numerosa (circa 30 mila le prestazioni sanitarie all’anno)” – commenta l’esponente politico.
“I problemi burocratici rischiano di veder calare il sipario su una realtà – sottolinea Domenico Battaglia – che ha saputo coniugare l’attività di ricerca con quella sanitaria in omaggio ad una concezione della medicina che privilegia la sua autentica vocazione di cura ed assistenza contro ogni logica di profitto. Rispetto a questa esperienza che dovrebbe essere un riferimento per l’approccio serio e responsabile ai temi e alle questioni sanitarie, la Regione è chiamata ad assumere tutte le iniziative di competenza per salvaguardare una realtà che cammina sulle gambe di tanti volontari e che assicura il diritto alle cure sanitarie anche ai meno abbienti i quali non hanno i mezzi economici per rivolgersi alla sanità privata o non hanno la possibilità di attendere tempi lunghi per avere risposte dalla sanità pubblica. Auspico quindi il massimo impegno da parte della Regione ed io darò anche il mio contributo – conclude Domenico Battaglia – affinchè sia al più presto definita la vicenda e la struttura di Pellaro possa continuare a svolgere il ruolo di presidio sanitario sul territorio, come è stato finora, all’insegna dell’equità e della giustizia sociale”.

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